Gioco
Cristiana, l’estetista che sa coccolare l’anima e il corpo delle donne malate
Da anni è la titolare di un centro di Piombino, ha imparato a prendersi cura della bellezza anche di chi lotta contro il cancro Accanto a lei c’è Anna, la collaboratrice che purtroppo, a soli 27 anni, deve combattere una dura battaglia per la vita
L’intervista
M. A. Schiavina
«Voglio aiutare le donne a sentirsi belle anche mentre stanno combattendo il cancro». È questa la storia della sanvincenzina Cristiana Roffi, trentotto anni, sposata da 5, una figlia di due, diplomata al liceo scientifico di Piombino, un biennio all’università ( “Scienze Motorie” di Firenze) e poi la scelta di un’altra strada, “quella dei miei sogni”: il corso triennale di estetista a Pisa, seguito dall’avventura dell’imprenditoria con la nascita, nel 2004 a Piombino, dell’istituto “Anima e Corpo”. «Per coccolare – dice – non solo il corpo ma anche l’anima». Oggi la Roffi è anche docente e coordinatrice dei corsi di estetista – qualifica base e specializzazione – riconosciuti dalla Regione Toscana, nonché di quelli di “estetica applicata” tenuti dall’agenzia formativa Prisma di Piombino.
«Dopo anni di gavetta e di dubbi – rivela l’estetista – adesso sento che ho fatto la scelta giusta. Aiutare le persone a sentirsi meglio con il proprio corpo, anche con qualche chilo o qualche ruga in più, mi rende felice. Il mio “gioiello” (cosi ho soprannominato il centro che gestisco) è stato il primo figlio che ho partorito e con molte clienti, ho instaurato un rapporto che va oltre il semplice servizio in cabina. Una soddisfazione che mi appaga totalmente».
Da poco ha creato una sua linea di bellezza.
«Anima e corpo Cosmetici: prodotti completamente naturali che possono essere utilizzati da tutti, pazienti oncologici compresi. E, nel rispetto dell’ambiente, ho cercato d ridurre al minimo il materiale di confezionamento e imballo, utilizzando solo carta certificata FSC (Forest Stewardship Council), proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile».
Con i suoi trattamenti cerca anche di aiutare le donne affette da un tumore a sentirsi belle, a ritrovarsi a loro agio durante il percorso di lotta contro la malattia. Come mai questa scelta?
«Avere un tumore cambia totalmente la vita, sia dal punto di vista fisico che da quello emotivo. Cicli di terapie, cure, ospedali, spossatezza e sconforto finiscono per sconvolgere l’esistenza di chi è travolto dal male. E spesso ci si lascia andare, smettendo di prendersi cura del proprio corpo».
Ma in Italia agli operatori estetici non è vietato trattare chi ha il cancro?
«Si lo è. Lavoro nel settore della bellezza e del benessere da 20 anni, e mi è capitato spesso di dover dire di no a richieste di clienti affette da tumore, sentendomi inadeguata e anche in colpa. Poi, nel 2015, mi sono avvicinata al mondo dell’estetica oncologica».
Per curiosità o per capire di più?
«La molla me l’ha data una cliente a cui tenevo in modo particolare. Era una donna forte, attenta alla cura del corpo, e io non potevo aiutarla perché aveva il cancro. Da lì la decisione di specializzarmi in un campo che non conoscevo ma che ora mi coinvolge moltissimo. Sono riuscita a comprendere il punto di vista dei medici sul perché un trattamento incauto avrebbe rischiato di interferire con la malattia e le terapie. Ma ho scoperto anche che sui malati oncologici si possono praticare tutti i tipi di trattamenti, purché adattati caso per caso, alla terapia in corso. E, in collaborazione con un laboratorio di Verona, ho creato una linea cosmetica naturale, per poter dare alle mie clienti prodotti tollerati dalla loro pelle, resa fragile dai farmaci».
Ha condiviso tutto questo con una collaboratrice, Anna D’Errico. Anche lei sostenitrice del progetto?
«Grande sostenitrice! Anna lavora con me dal 2019 e ha sempre mostrato grande interesse per questa disciplina. Oggi purtroppo, a soli 27 anni, si trova a dover vivere dall’altra parte, quella del malato. A giugno, infatti, le è stato diagnosticato un linfoma. Sta affrontando però i suoi problemi da combattente, con il sorriso e una fede pazzesca in Dio! Quando sono andata a trovarla pochi giorni fa, mi ha ricevuto con un foulard in testa invece che con la parrucca. E ho capito che era pronta a fare il salto! Abbiano parlato del più e del meno, riso, scherzato. Poi lei mi ha detto: “Cry, tante persone vivono la mia stessa storia. Voglio dir loro che non sono sole e testimoniare in prima persona che si può essere normali e felici anche in situazioni che ci fanno star male”. E ha aggiunto: “Con il nostro lavoro possiamo donare un momento di serenità e “normalità” a chi normale non si sente più, e spiegare a chi per colpa della chemio ha perso i capelli che si può essere uguali a chi li ha e, con un po’di trucco, anche più affascinanti! ”».
Lei cosa ha risposto?
«Che adesso noi due abbiamo un motivo in più che ci lega. Quello di esserci poste un preciso obiettivo: restituire quella femminilità minata dalle cure, aiutando chi sta vivendo un momento difficile a ritrovare fiducia e a sentirsi bene con il proprio corpo».
Tutto ciò può avvenire in un normale centro estetico?
«Credo di sì. Lontano da ospedali, medici e terapie, almeno per qualche ora. E quando le “nostre donne” non possono recarsi da noi, offriamo anche un servizio a domicilio».
Condividere insieme alla sua collaboratrice un progetto che adesso coinvolge dal punto di vista della salute anche Anna che sensazione le dà?
«Mi fa sentire molto legata a lei, non solo dal punto di vista professionale, ma anche e soprattutto da quello del cuore». –
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