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sanità 

Tre medici di famiglia in pensione in arrivo nuovi professionisti

V.P.
Tre medici di famiglia in pensione in arrivo nuovi professionisti

La situazione sarà più critica dal 2022 quando in cinque andranno a riposo mentre i giovani laureati preferiscono la ricerca e la specializzazione

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PIOMBINO. Tre medici di medicina generale (di famiglia, per capirsi) dei 26 in forza a Piombino, andranno in pensione tra dicembre e giugno 2020. L’Asl ha acquisito la disponibilità all’arrivo di altrettanti professionisti inseriti nella graduatoria regionale. Uno è già al lavoro. I nuovi arrivi non andranno a sostituire in automatico i colleghi in uscita. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire ai pazienti la massima libertà dì scelta. Va ricordato che a ogni medico può essere assegnato un massimo di 1.500 assistiti. Se si è sotto la soglia, se ne possono aggiungere.

Anche il 2021 non sembra presentare criticità. Pensionamenti al momento non ne risultano, almeno su base anagrafica. Non ci sono dottori che raggiungono i 70 anni, termine massimo previsto. Resta salva la possibilità che decidano, comunque, di lasciare l’ambulatorio prima. Almeno quello pubblico.

Tra il 2022 e il 2023 di professionisti settantenni ce ne saranno 5, sempre che anche in questo caso non decidano di anticipare.

Ed è questo che potrebbe creare difficoltà. La mancanza di medici di base per reintegrare i livelli di assistenza è un problema diffuso. La direttrice della Società della Salute Valli etrusche spiega: «Per i laureati dopo il 1995 è obbligatoria la formazione in medicina generale. Si tratta di un corso triennale finalizzato all’inserimento nella graduatoria regionale. Il numero degli ammessi ai corsi copre circa 1/3 dei medici che andranno in pensione», afferma Donatella Pagliacci.

«Già nel 2018 - aggiunge - c'è stato un primo incremento del numero degli accessi in formazione che ha raddoppiato la disponibilità di posti. I medici però arriveranno nel 2021 e copriranno solo una parte del fabbisogno, con probabile mancata copertura dei posti meno appetibili».

Il problema dovrebbe toccare soprattutto i Comuni collinari o montani. Piombino potrebbe restarne fuori.

Per stabilire il fabbisogno di medici di famiglia, ogni anno a novembre, si fa un calcolo complicato scandito dalla quantità di popolazione assistita over 14 e professionisti in servizio. Anzichè il massimale di 1.500 pazienti/medico, si opta per un più favorevole 1.200. Sarà il risultato a dire se è necessario o no rendere pubbliche le disponibilità da coprire attingendo alla graduatoria regionale. Nel caso in cui nello stesso ambito ci fossero medici con meno di 300 pazienti, invece, verranno pubblicate le cosiddette “carenze” per favorire una redistribuzione degli assistiti lasciati in eredità dai pensionati.

Tra i laureati piacciono più la ricerca e la specialistica. Pagliacci lo conferma: «Una delle cose che si possono fare per incentivare la professione del medico di medicina generale, parlo soprattutto dei centri minori, è - afferma - mettere a disposizione i locali per l’ambulatorio in strutture pubbliche. Anche le case della salute, con i supporti che contengono, possono essere d’aiuto. Altre forme di incentivo sono allo studio a livello nazionale». —V.P.

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di Redazione web