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Ripascimento, l’ostacolo sono le alghe spiaggiate

M.M.
Ripascimento, l’ostacolo sono le alghe spiaggiate

Cantiere in zona Cella: già accumulata sul litorale parte della sabbia di cava Roventini: «La prossima settimana in contemporanea lavori in mare e a terra»

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SAN VINCENZO. Sembra un gioco d’anticipo. La nuova sabbia resta confinata in cumuli. A scalzarla sono le alghe che nel frattempo si sono spiaggiate tra gli stabilimenti balneari Nettuno e Mediterraneo. Dovranno essere rimosse e sarà un’operazione in due tempi. Il primo atto è affidato alla Osfe di Rossi Giuseppe Snc, ditta calabra di Ceramile (Cs), a cui fa capo il cantiere per rimodellare la diga soffolta in corrispondenza della cella a sud del porto.

Le alghe verranno accumulate in un’area non interessata dai lavori e solo il seguito il Comune di San Vincenzo stabilirà come gestirle, considerato anche il calendario rispetto alla stagione balneare 2020. «La prossima settimana riprenderanno in contemporanea i lavori sia in mare per la barriera che sulla spiaggia», dice l’assessore al Demanio e spiagge Massimiliano Roventini. L’intenzione è quella di procedere a pieno ritmo, condizioni del mare permettendo. Il termine fissato dalla Regione Toscana, che ha finanziato l’intervento, è il 31 dicembre.

Le alghe rimosse consentiranno di poter procedere al ripascimento con i circa 7mila metri cubi di sabbia di cava di granulometria più grande di quella in loco, che dovrebbero garantire una maggiore resistenza all’azione erosiva. L’operazione è uno dei tasselli del primo lotto dei lavori del progetto messo a punto dall’ingegnere Maurizio Verzoni dello studio Prima ingegneria di Livorno, che si propone di rimediare ai problemi nel tratto del litorale a sud del porto turistico. L’intervento è stato appaltato con una base di gara di 876.894,02 euro al netto dell’Iva.

La barriera soffolta esistente deve essere allargata e rimodellata. In particolare, la rimessa in sagoma dell’attuale scogliera sommersa prevede il suo allargamento fino a raggiungere la larghezza di 30 metri alla sommità immersa alla profondità di 1 metro, con il tratto iniziale a nord per circa 30 metri a quota 1,50 metri per favorire un ricircolo dell’acqua. Già realizzate le condizioni di pescaggio per consentire al pontone di operare a pieno carico nello specchio d’acqua all’interno della cella. —M.M.

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