Lutto
«Di notte un solo infermiere per 21 pazienti in ospedale»
L’allarme del sindacato Nursind per le carenze di organico nel presidio di Portoferraio «La situazione è ormai insostenibile in particolare nel reparto di medicina»
PORTOFERRAIO. «È ormai insostenibile la situazione che si è creata nell’ospedale di Portoferraio, punta dell’iceberg di un servizio sanitario in continuo peggioramento su tutta l’isola d’Elba». A lanciare l’allarme è la segretaria territoriale del sindacato degli infermieri Nursind Livorno, Roberta Sassu, con una nota dura con la quale si delinea il quadro dei disagi segnalati dagli operatori in servizio sull’isola.
«Va avanti da anni il depotenziamento dell’ospedale di Portoferraio – attacca Sassu – e si continuano a trascurare le necessità di questo importante presidio. In particolare sta diventando sempre più critica la realtà del reparto di medicina dove solo qualche tempo fa erano presenti pazienti con batterio New-Delhi, Klebsiella e infestazioni di scabbia».
La responsabile di Nursind fa presente come la carenza di infermieri abbia «toccato ormai le dieci unità, che per un presidio come quello di Portoferraio sono molto poche, costringendo gli infermieri in servizio a turni fisicamente insostenibili e che non rispettano le norme contrattuali sui riposi».
Insomma, secondo Nursind Livorno, «l’azienda continua a tamponare il grosso problema della carenza di personale con assunzioni temporanee e attraverso cooperative, rinnovando di mese in mese i contratti agli infermieri interinali».
Sassu denuncia pubblicamente come questa situazione «alimenti un clima di incertezza e insoddisfazione fra gli infermieri che fino agli ultimi giorni del mese non sanno mai se il contratto sarà rinnovato il mese successivo. Non è certo lo stato d’animo migliore nel quale possa lavorare un professionista che ha in mano la salute del cittadino».
Non solo. La responsabile territoriale di Nursind spiega come sempre più frequentemente il personale sia soggetto «ad aggressioni, conseguenza di una impropria organizzazione dei reparti che mette insieme malati di medicina generale con pazienti affetti da patologie psichiatriche in fase acuta, dove la sorveglianza dovrebbe essere personalizzata e continua. È inaccettabile prevedere una organizzazione che preveda che l’unico infermiere presente nel turno notturno debba prestare assistenza a 18 pazienti di medicina generale e contemporaneamente sorvegliare a vista i 3 pazienti psichiatrici. È un vero e proprio attentato alla salute del cittadino».
La segretaria territoriale di Nursind con clude l’intervento parlando del reparto di pronto soccorso: «Le lunghe attese provocano aggressioni verbali che dovrebbero far accendere un campanello di allarme, data la problematica rilevata dal contesto nazionale che fornisce esempi quotidiani di violenza».
Nursind chiede a gran voce che l’azienda sanitaria provveda all’assunzione di infermieri e personale Oss, «affinché – chiude la segretaria Roberta Sassu – siano ripristinati i livelli minimi di personale per poter garantire una adeguata assistenza ai cittadini malati». —
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