Gioco
Ecco i volontari e i medici che aiutano malati e famiglie
Alberto Maestrini: «Dal 2007 siamo cresciuti. Ad oggi 180 soci e 15 volontari» Maurizio Grassi: «Ci viene chiesta copertura h 24. Ci vuole più collaborazione»
PIOMBINO. Esserci sempre, con un sorriso, un supporto psicologico, la giusta cura fino all’ultimo respiro. Per alleviare il dolore di chi è malato, ma anche delle famiglie.
Un nome: l’Associazione Cure palliative di Piombino e della Val di Cornia. E qualche cifra (solo) per il 2018: 794 le prestazioni del medici palliativisti su 112 pazienti; 254 per la fisioterapia, su 35; 349 per il supporto psicologico su 45.
Qualcosa come mille ore di presenza e attività familiare dei volontari. «In tutto questo tempo – ricorda Alberto Maestrini presidente uscente, e co-fondatore, nel 2007, insieme ad alcuni medici e volontari – mai una lamentela, ma magari una donazione non solo economica, ma anche come tempo per aiutare». Maestrini tira le somme insieme al nuovo presidente appena eletto, insieme al nuovo consiglio direttivo, Maurizio Grassi.
«L’Associazione (tel e fax: 056567975 mail: curepalliative. pb@libero. it”ndr) – spiega Maestrini – opera da sempre in convenzione con l’Azienda Usl Nord-Ovest e mantiene un rapporto costante con la Fcp, Federazione cure palliative. Dal 2007 è cresciuta in soci, volontari ed interventi realizzati. Ad oggi conta circa 180 soci, 15 volontari e si avvale, grazie a convenzioni, di liberi professionisti – sottolinea – due medici specializzati in cure palliative e terapia del dolore, una psicologa e un fisioterapista». Cure palliative che si rivolgono a pazienti in fase terminale di ogni malattia cronica ed evolutiva: malattie oncologiche in primo piano, e poi neurologiche, cardiologiche, respiratorie (in Italia un diritto, garantito dalla legge n. 38 del 15 marzo 2010); sono gratuite, costituendo un livello essenziale di assistenza.
«Cure – interviene Grassi –, ancora poco conosciute in Italia, ma sono tutti quei provvedimenti di carattere assistenziale, terapeutico, spirituale e psicologico, finalizzati ad affrontare e soddisfare i bisogni e lo stile di vita del paziente terminale e della sua famiglia. L’attenzione del medico non è più rivolta al prolungamento della vita ma all’ottimizzazione della sua qualità, considerando la fase finale della vita come il tempo in cui l’esistenza si compie, si prende cura della persona e non solo della malattia, costituendo intorno al malato una “rete” di operatori e servizi, affinché la dignità della persona venga salvaguardata fino all’ultimo istante».
In Toscana, la giunta regionale (delibera n. 1337/2018) ha previsto, oltre alla ridefinizione della rete regionale delle cure palliative e del relativo modello di governance, la copertura h 24 dei pazienti in cure palliative, ricorrendo, in via sperimentale, ad un sistema integrato tra medici palliativisti strutturati in Azienda e medici palliativisti delle Associazioni cure palliative presenti sul territorio. «Lo sforzo richiesto ad Associazioni come la nostra è notevolmente aumentato – conferma Grassi–. Importante che cittadini e il territorio ne sia informati e consapevoli. Inizieremo, a breve, ad incontrare gli amministratori locali, i rappresentanti di enti e associazioni di volontariato per sensibilizzare tutti su queste tematiche e chiedere collaborazione e attenzione maggiore».
Come usufruirne? «L’intervento dell’Associazione – risponde il presidente Grassi – avviene su richiesta del medico di famiglia che, in accordo con i familiari del malato, attiva un Adi (assistenza domiciliare integrata), che permette di costruire la rete di operatori». Tutto per accompagnare il paziente (e familiari) con dignità, comunque, sempre. –
Cecilia Cecchi
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