Il Tirreno

il braccio di ferro 

Corsini non torna indietro «No al fondo per l’aeroporto»

Antonella Danesi
Corsini non torna indietro «No al fondo per l’aeroporto»

Il sindaco di Rio ribadisce la contrarietà alla destinazione del contributo di sbarco per garantire i voli dello scalo: «Non lo possiamo fare, sarebbe illegittimo»

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È ufficiale, il Comune di Rio non delibererà per istituire un fondo di garanzia per i voli dell’aeroporto elbano a partire dal 2020.

Il sindaco di Rio Marco Corsini, già dubbioso sulla legittimità delle procedere in questo senso, si è rivolto ad un legale autorevole che venerdì scorso ha fatto avere il suo parere. «Come già supponevo, ci è stato risposto che l’operazione non è legittima – comunica Corsini – e su questa base noi non possiamo deliberare. Già avevano espresso i loro dubbi in tal senso la ragioneria e la segreteria comunale. Ora abbiamo la certezza che il contributo di sbarco non si può destinare a finalità di questo tipo. Avevo già espresso le mie perplessità quando fu formulata la proposta e sono stato esposto a critiche ingiustificate. Ma la legittimità non è un valore negoziabile».

In queste settimane molti sono stati gli interventi rivolti al sindaco di Rio perché, unica voce fuori dal coro dei sette comuni elbani e degli altri enti preposti alla gestione dell’aeroporto di Marina di Campo, tornasse sulle sue posizioni e partecipasse ad un confronto sulla questione che vede in ballo il futuro dell’aeroporto di La Pila. Ultimo in ordine di tempo quello di Umberto Paoletti di Confindustria che domenica scorsa dalle pagine del Tirreno aveva chiesto a Corsini «un confronto doveroso per l’interesse generale».

Il fondo di garanzia di 900 mila euro da prelevare dal contributo di sbarco è destinato a ripristinare quattro destinazioni internazionali dato che con i voli nazionali garantiti dal bando sulla continuità territoriale non sarebbe possibile chiudere in attivo. «Non posso fare una cosa illegittima – sottolinea Corsini – sono soldi del mio territorio. Per questo mi sono rivolto ad un legale. Anche tutti gli altri avrebbero dovuto farlo, nell’interesse generale. Che si preveda l’aumento del contributo di sbarco o meno, questa operazione non è fattibile ».

Marco Corsini ha messo già a disposizione dei sindaci quanto comunicato dal legale sul fondo di garanzia. «Noi non vogliamo uscire dalla Gat – continua – ma siamo critici su questo tipo di gestione, su cui siamo aperti ad un confronto. Non siamo ‘contro’ a prescindere».

Come non è stata un’azione contro, tiene a precisare il sindaco di Rio, essere andati autonomamente alla fiera del turismo svizzera per fare promozione al territorio. «Siamo andati perché – spiega – il territorio ha bisogno di essere conosciuto. Tra l’altro è stata un’iniziativa della Pro loco. Ben venga ad integrazione della promozione che sta facendo la Gestione associata per il turismo».

Il 31 dicembre termina la convenzione della Gat e Corsini si dichiara pronto a ridiscutere le regole con gli altri comuni. «Sarà l’occasione per mettersi tutti attorno ad un tavolo e ridiscutere le regole, su cui avevo già espresso una posizione critica in altre occasioni. La Gestione associata deve restare, è una scelta matura, ma non gestita in questo modo». Sono diversi i parametri da tenere presente secondo il primo cittadino riese. Ora all’interno della consulta dei sindaci nella Gat ogni comune conta uno, senza tenere presente il fatto di essere sede di porti o l’estensione del territorio comunale. «Sono tante piccole cose – termina Corsini – che meritano di essere riverificate e la scadenza della convenzione è l’opportunità per farlo». —

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