Il Tirreno

il caso della discarica 

Colpo di scena in giunta regionale, Rossi congela il sì all’ampliamento

Luca Centini
Colpo di scena in giunta regionale, Rossi congela il sì all’ampliamento

Prima del via libera si vuole capire se Rimateria ha completato gli adempimenti dopo la diffida ricevuta per i cattivi odori 

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PIOMBINO. Il sì all’ampliamento della discarica sembrava un dato acquisito, dopo che il Nurv aveva espresso parere positivo. E invece si dovrà attendere ancora qualche giorno per la chiusura di una lunga e quanto mai travagliata procedura di valutazione di impatto ambientale. Del resto sulla vicenda di Rimateria i colpi di scena non sono certo mancati in questi mesi. La giunta regionale, infatti, ha deciso di non approvare nella seduta di ieri la delibera che avrebbe dovuto recepire il parere positivo dei tecnici del Nurv, pubblicato dalla tarda mattinata sul sito della Regione Toscana. Il motivo?

È la stessa Regione a spiegarlo in una nota arrivata ieri sera, quando si attendeva soltanto la chiusura ufficiale del procedimento di Via e il recepimento del parere dei tecnici dell’ente: «La giunta regionale, su proposta del presidente Enrico Rossi, pur facendo proprie le conclusioni del nucleo di valutazione di impatto ambientale, ha deciso di non approvare la delibera con la quale, in linea con il parere n. 198 espresso il 30 ottobre dal nucleo regionale di valutazione di impatto ambientale, si sarebbe dato il via libera con prescrizioni all'ampliamento della discarica, gestita da Rimateria».

Atto “congelato”

L'esecutivo, fanno sapere dalla Regione, «ha deciso di applicare il principio di precauzione in relazione ai problemi di risanamento ambientale e di tutela dei disagi subiti dai cittadini. Il problema è quello dell'eliminazione dei cattivi odori che provengono dalla discarica ex Asiu nella quale a suo tempo sono stati conferiti i rifiuti responsabili delle maleodoranze».

A tale proposito la società Rimateria è stata oggetto, lo scorso 19 settembre, di una diffida i cui termini sono scaduti il 30 ottobre scorso. «La giunta regionale ha quindi chiesto alla direzione regionale ambiente e all’Arpat di compiere la necessaria verifica sull'ottemperanza o meno delle prescrizioni contenute nella diffida. E soltanto se la verifica darà parere positivo è intenzionata ad approvare un provvedimento in linea con il parere del nucleo regionale di valutazione di impatto ambientale. In caso di verifica negativa la giunta regionale valuterà i provvedimenti da adottare al riguardo».

Chiusura posticipata.

Il colpo di scena avvenuto durante lo svolgimento della giunta regionale “congela” il parere conclusivo della Via. I tecnici della Regione avevano dato il via libera al progetto di ampliamento della discarica, seppur subordinandolo al rispetto di determinate - e pesanti - prescrizioni. Il verbale del Nurv, in sostanza, conferma le anticipazioni svelate dal presidente Enrico Rossi e riportate alcuni giorni fa dal Tirreno: i tecnici hanno espresso parere positivo sulla valutazione del progetto di ampliamento della discarica, seppur subordinandolo alla «pronuncia positiva di compatibilità ambientale» al rispetto delle prescrizioni e con l’indicazione di una serie di raccomandazioni.

Le prescrizioni

Il progetto che uscirà dalla Via è radicalmente diverso da quello presentato mesi fa da Rimateria. I «volumi della nuova discarica LI53 – si legge nel parere del Nurv – e quelli previsti per il sormonto della ex Lucchini potranno essere autorizzati in AIA per il solo conferimento dei rifiuti derivanti dallo smaltimento dei cumuli già presenti e da attività siderurgica». I nuovi lotti di discarica nell'area LI53 e nella parte ancora da coltivare della ex Lucchini saranno riempiti solo con rifiuti inorganici e non con rifiuti organici e biodegradabili, responsabili delle maleodoranze per la produzione di biogas.

Il gestore è inoltre chiamato, in base alle prescrizioni, a rivedere il perimetro della nuova discarica LI53, «in modo da rispettare la distanza di 500 metri dal centro abitato più vicino». Non solo. Prima della realizzazione della nuova discarica dovrà obbligatoriamente essere completata la copertura e la riprofilatura definitiva della discarica di Rimateria. E sempre prima dell'autorizzazione dovrà essere implementato un sistema di controllo del percolato. Sono solo alcune delle prescrizioni e delle raccomandazioni comprese nelle 61 pagine del parere del Nurv. Pagine che, tuttavia, sono state messe nel “congelatore” dalla giunta regionale, in attesa delle verifiche sugli odori. —
 

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