La protesta
Aeroporto dell’Elba, Confindustria teme l’azzeramento dei collegamenti
Il direttore Paoletti: «Il fondo di garanzia è l’unico strumento che può far ripartire lo scalo, il sindaco Corsini ci ripensi»
«L’aeroporto dell’Elba va salvato, non si possono gettare alle ortiche in questo modo due anni e mezzo di lavoro». Umberto Paoletti è il direttore di Confindustria Livorno e, da alcuni mesi, guida la consulta messa in piedi dal Comune di Campo nell’Elba che si occupa dello scalo della Pila, a Marina di Campo. In questi giorni ha seguito con apprensione la vicenda della infrastruttura dell’isola, con lo strumento del fondo di garanzia messo in piedi dalla Gestione associata del turismo e dalla Camera di Commercio che stenta a sbloccarsi, vista la contrarietà del sindaco del Comune di Rio Marco Corsini.
Direttore Paoletti, il rilancio dell’attività dell’aeroporto è a rischio?
«La ripresa dell’attività e il rilancio della continuità aerea dell’aeroporto non sono problemi di qualche singolo Comune, ma un obiettivo irrinunciabile per l’economia e il turismo di tutta l’Elba».
Una premessa chiara, ma non sembra che negli ultimi mesi lo scalo elbano sia stato trattato come una priorità...
«Dopo l’interruzione dei voli di continuità territoriale, grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni e delle categorie economiche è stato possibile ripristinare il bando attraverso cui, nel 2020, sarà possibile far ripartire l’attività dell’aeroporto. Per supportare le iniziative e le procedure riguardanti l’aeroporto è stata costituita appositamente una consulta dal Comune di Campo, a cui partecipano tutte le categorie economiche che sarà presto aperta agli altri Comuni. A conferma di quanto l’aeroporto sia un asset prioritario per l’intera isola, la Gestione associata del turismo ha responsabilmente individuato la destinazione di parte del contributo di sbarco per la costituzione di un fondo di garanzia per il quale la Camera di Commercio, d’intesa con la Gat, ha già individuato l’organismo per la gestione dello stesso fondo».
A cosa dovrebbe servire questo fondo?
«Consentirà di supportare, in parallelo con i voli di continuità territoriale con le destinazioni italiane, anche i collegamenti con importanti località svizzere già clienti della nostra isola, attraverso una collaborazione con alcuni tour operator internazionali».
Ma è così importante attivare il fondo di garanzia?
«Dico solo che coinvolgendo i tour operator stranieri si trova il modo per mettere in sicurezza la gestione economica e finanziaria dell’aeroporto che con i soli voli nazionali non riuscirebbe a chiudere in attivo».
E allora cos’è che non ha funzionato?
«Inspiegabilmente, ad oggi, il Comune di Rio non ha approvato la delibera, come invece hanno fatto gli altri Comuni, per l’istituzione del fondo di garanzia. Ma il sindaco di Rio Marco Corsini non ci ha fornito alcuna comunicazione, né ha chiesto un incontro per spiegare i motivi della sua contrarietà. Si tratta di una chiusura preconcetta, la cui motivazione oggettivamente ci sfugge».
In realtà Corsini ha spiegato di avere delle perplessità a dare il via libera, come ente pubblico, a uno strumento di garanzia che dovrebbe ripianare eventuali perdite di soggetti privati...
«La Camera di Commercio ha dato la sua disponibilità a gestire lo strumento del fondo. Ovviamente prima di farlo si è rivolta agli esperti di Unioncamere. In pratica le perplessità del solo sindaco di Rio superano i pareri di Camera di Commercio, Unioncamere, degli altri sei Comuni elbani e della Gestione associata del turismo, oltre che della Regione Toscana e di Toscana Aeroporti che sono azionisti di AlaToscana. Mi pare un po’ troppo».
Insomma, come conta di uscire da questo stallo?
«Chiedo fin da ora al sindaco di Rio Corsini che ci sia la possibilità di un confronto, doveroso per l’interesse generale. Occorre approfondire i motivi della sua decisione. In caso contrario dovrà assumersi la responsabilità di azzerare la continuità aerea e l’attività dell’aeroporto dell’Elba. In questo modo si rischia di buttare via un lavoro di faticoso e lungo». —
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