Il Tirreno

Piombino

Il sindaco Ferrari contrattacca: «La città non vuole la discarica, Rossi difende scelte scellerate»

Il sindaco Ferrari contrattacca: «La città non vuole la discarica, Rossi difende scelte scellerate»

Per il primo cittadino «viene autorizzato un progetto che mette in ginocchio il territorio». Il presidente contrattacca: «Ora pensi a mettere in sicurezza i cumuli della LI53»

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PIOMBINO. Dopo le anticipazioni del Tirreno sulle previsioni contenute nella Via per Rimateria, e le dichiarazioni di Enrico Rossi, ieri il sindaco Francesco Ferrari e alcuni partiti di maggioranza hanno replicato con molta durezza al presidente della Regione. Rossi aveva detto tra l’altro che «il sindaco Ferrari strilla perché gli abbiamo tolto la coperta di pezza con cui ha costruito le sue fortune e il suo consenso». Il sindaco replica «che il presidente Rossi non ascolti le mie di strilla, se crede, ma non potrà ignorare ancora a lungo quelle dei cittadini. Piombino la discarica non la vuole – scrive in una nota – questo è stato già chiarito in molte sedi, anche sotto quella della Regione, ma evidentemente Rossi sente solo le voci che vuole ascoltare».

Ferrari accusa il presidente di «nascondersi dietro alle bonifiche del sito e alla messa in sicurezza della discarica per autorizzare un progetto che mette in ginocchio il territorio. Come possiamo fidarci delle prescrizioni che dice essere state imposte, visto tutto ciò che negli anni ha urlato in piazza salvo poi rientrare nel suo palazzo e tacere senza applicare nulla di quanto promesso?».

Poi il sindaco parla di «onnipresenza del governatore a Piombino. Sul porto, sulla fabbrica, sulle bonifiche ha sempre impartito ordini, forte delle autonomine a commissario. Perché, ricordiamolo, è stato commissario straordinario al porto nonché per la messa in sicurezza di Poggio ai venti, quella discarica chiusa per cui, in cinque anni, nulla è stato fatto. Fortunatamente, si è fatto carico del problema delle acciaierie, rassicurando nel 2014 che Piombino avrebbe ripreso a “colare acciaio”, pena le sue dimissioni... Il problema di fondo però non è il protagonismo o la bulimia di ruoli e cariche, bensì la superficialità. Mi accusa – prosegue Ferrari – di non aver fatto ritirare il progetto di raddoppio dal presidente di Rimateria e in questa affermazione si racchiude tutta la sua ignoranza sulla vicenda: forse gli sfugge che è stato il suo stesso partito a privatizzare Rimateria impedendo di fatto che la parte pubblica potesse incidere sulle decisioni che riguardano il territorio».

«Certamente Rossi – attacca ancora il sindaco – non ha neppure letto lo statuto di Rimateria, dove si afferma che le decisioni (compreso il cambio del piano industriale o quello che lui definisce il ritiro del progetto) si assumono a maggioranza semplice (il 50,1%) e, grazie a queste scelte così lungimiranti, il pubblico oggi ha solo il 27,75% e dunque non può fare niente di quello che bizzarramente dice il nostro governatore. Mi dice che parlo senza leggere le carte e, purtroppo, ha ragione visto che la Regione non ha notificato la decisione al Comune di Piombino. Lui, ovviamente, già conosce la decisione del nucleo tecnico e la sfrutta per un vantaggio politico. Prima o poi, anche io avrò modo di visionare le carte e allora potremo parlare del merito. La cosa forse più drammatica – conclude – è la conferma che il governatore continui a difendere le scelte scellerate del suo partito passando ancora una volta sulla pelle di quei concittadini che noi abbiamo ascoltato e voluto proteggere».

A stretto giro di posta Rossi nel pomeriggio di ieri ha replicato sostenendo che «Ferrari dimentica, o finge di non ricordare quando gli conviene che il problema adesso è rimuovere i cumuli» dall’area Li53 «per renderla funzionale ai rifiuti siderurgici. Se la variante urbanistica che ha avviato non è una mossa propagandistica si assuma egli l’onere di realizzare la messa in sicurezza permanente autorizzata dal ministro dell’Ambiente e tolga di mezzo Rimateria. Amministrare richiede anzitutto una dote: la serietà».

«Quando parlerà dopo aver letto il verbale – conclude Rossi – non troverà nulla contro i cittadini di Piombino. Ora fa il sindaco e non più il demagogo, gli chiedo dunque: qual è il bene per Piombino? La ripresa dell’attività siderurgica o il parco pubblico che il sindaco ha intenzione di fare con le modifiche al piano urbanistico della sua città che ha approvato in giunta?».

Da parte sua il coordinamento di Forza Italia parla «di scomposto e becero attacco del presidente Rossi contro il sindaco Ferrari, di una gravità inaudita, dimostrazione di come l’acredine e la parzialità politica, anche da chi rappresenta le istituzioni, abbiano raggiunto livelli veramente preoccupanti. L’attacco di Rossi non può essere interpretato semplicisticamente come un attacco al politico Francesco Ferrari, ma all’intera comunità».

Infine per Luigi Coppola, capogruppo di Fi-Udc-Civici popolari liberali «Rossi interviene sulla stampa con il suo proverbiale “garbo” istituzionale. Difficile interpretare le sue strumentali dichiarazioni, in quanto di fatto dà un giudizio politico su un parere di un organo tecnico non ancora notificato. Una vera e propria scorrettezza istituzionale, ma d'altra parte coerente con un certo stile di fare politica». —

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