Sicurezza
Ruspe ferme senza accordo tra Asa e il Comune
CAPOLIVERI. «L’avvio dei lavori per la realizzazione del dissalatore di Mola è subordinato alla stipula di un accordo di esecuzione concordato con l’amministrazione comunale opere per la realizzazione del dissalatore di Mola». È quanto scrive il Consiglio di Stato in un’ordinanza, pubblicata mercoledì scorso, con la quale, di fatto, i giudici si sono espressi sul ricorso presentato dal Comune di Capoliveri per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tar. L’oggetto del contendere sono i lavori per la realizzazione del dissalatore di Mola che lo stesso Comune di Capoliveri riuscì a bloccare nella primavera del 2018.
Nel luglio scorso Asa presentò un a domanda cautelare di fronte al Tar per chiedere la sospensione dei provvedimenti con i quali il Comune di Capoliveri aveva bloccato i lavori nella loro fase iniziale. I giudici amministrativi, pur riconoscendo la validità e la legittimità dell’approvazione del progetto del dissalatore, respinsero l’istanza cautelare di Asa subordinando l’avvio dei lavori a un accordo tra la società e l’amministrazione comunale di Capoliveri sul programma dell’intervento. L’accordo, a distanza di mesi, non c’è stato, i lavori non sono iniziati e il Consiglio di Stato, adesso, ha messo una pietra definitiva sulla domanda cautelare che, di fatto, puntava a sbloccare i lavori prima del pronunciamento nel merito del contenzioso tra Asa e Comune di Capoliveri sull’iter di approvazione del progetto del dissalatore. In parole povere, permane lo stallo. E sul destino dell’opera voluta da Asa e Ait non vi è ancora chiarezza. «Anche il Tar – commentano dal Comune di Capoliveri – si era già espresso in questa direzione. Secondo il supremo giudice amministrativo, infatti, l’inizio dei lavori per la realizzazione dell’impianto è subordinato alla stipula di un accordo di esecuzione che deve essere concordato con l’amministrazione comunale competente territorialmente. Essendo ad oggi totalmente carente tale accordo, i lavori in contestazione non possono comunque essere effettuati. Un principio ben chiarito nella decisione del Consiglio di Stato». —
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