Gioco
Rimateria, arriva l’ok all’ampliamento ma riservato solo agli scarti siderurgici
Il presidente Rossi: «Subito stop ai conferimenti di rifiuti organici, va rivisto il perimetro per rispettare la distanza dalle case»
PIOMBINO. Il Nucleo regionale di valutazione darà l’ok alla Via (Valutazione di impatto ambientale) sul progetto di ampliamento della discarica Rimateria: il provvedimento verrà formalizzato solo nei prossimi giorni, probabilmente lunedì prossimo, ma il Tirreno è in grado di anticiparne gli elementi principali.
Col sì da Firenze che arriva dopo mesi di polemiche e di proteste dei cittadini, costate caro alla precedente amministrazione comunale, caduta proprio sul tema della discarica, la Regione sembra aver tenuto conto non solo delle proteste ma anche delle criticità dell’impianto di Ischia di Crociano, visto che il provvedimento – di cui al momento si conoscono solo i tratti generali – conterrà numerose prescrizioni, alcune in grado di cambiare faccia al progetto originario.
La più significativa, da approfondire nei dettagli quando verrà diffuso il documento, è quella che prevede il conferimento solo di rifiuti siderurgici (quelli che eventualmente produrrà Jsw nei prossimi anni e gli altri sparsi nella zona) e di materiale di bonifica nella famigerata LI53, un’area di 15,6 ettari in cui si trovano cumuli di scorie e polveri di altoforno per circa 183mila metri cubi. Cumuli che sembrano destinati a finire nella ex discarica Lucchini, dove potrà essere conferito altro materiale inorganico, per una capienza totale intorno alle 340mila tonnellate.
La LI53 quindi in sostanza non riceverà quei 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti speciali provenienti da fuori città che avevano acceso la protesta dei piombinesi.
Sulla questione, che ha visto gli uffici della Regione impegnati per mesi, abbiamo chiesto un giudizio al presidente Enrico Rossi. «Il sindaco Ferrari strilla – dice Rossi – perché gli abbiamo tolto la coperta di pezza con cui ha costruito le sue fortune e il suo consenso. Mentre noi avviamo la messa in sicurezza del sito e impediamo che arrivino rifiuti organici lui parla senza leggere le carte. Se avesse davvero voluto impedire l’ampliamento avrebbe potuto chiedere al presidente della società Rimateria, che è da lui indicato, di rinunciare alla richiesta di ampliamento».
Presidente, qual è la ratio alla base della decisione tecnica presa dal Nurv?
«Intanto invito tutti a rispettare il parere dell’organo tecnico autonomo su cui la giunta regionale lavorerà per la sfera di sua competenza. Il Nucleo di Via ha lavorato con serietà e rigore esplorando tutti gli estremi giuridici della vicenda. Il parere che ha espresso – spiega Rossi – mira alla messa in sicurezza della discarica di Rimateria, sia con riferimento ai lamentati disagi odorigeni che per la bonifica autorizzata dal ministero dell’Ambiente nel 2017».
Dal punto di vista delle maleodoranze nonostante gli impegni presi dalla società, la situazione non pare affatto migliorata...
«Sul sito permangono molti problemi che hanno suscitato legittime proteste e che hanno portato la Regione e Arpat a intervenire più volte, al fine di realizzare una serie di opere di mitigazione dell’impatto odorigeno, opere che non sono state ancora completamente attuate. A questo scopo il parere di Via dispone che, prima di ogni altro intervento, si realizzino nei tempi più brevi le azioni prescritte per la discarica attualmente in coltivazione».
Prescrizioni ne sono state fatte molte, ma il cattivo odore è rimasto. Quali azioni concrete possono cambiare questa situazione?
«Prima del passaggio in giunta ho dato mandato alla direzione Ambiente ed Energia della Regione di verificare le condizioni per eliminare da subito il conferimento dei rifiuti organici all’origine delle maleodoranze. La discarica infatti continua a puzzare e non possiamo consentire che tale situazione si protragga per gli ulteriori 12-15 mesi necessari al suo esaurimento. È necessario che venga completata la copertura provvisoria e iniziata quella definitiva dei primi lotti già esauriti. In ogni caso, per gli ampliamenti richiesti, il divieto di conferimento dei rifiuti organici è già stabilito nella valutazione di impatto ambientale».
Il cuore del provvedimento però è riservato al destino dell’area LI53 e all’ipotesi di mega ampliamento...
«L’ampliamento valutato sarà riservato ai soli rifiuti siderurgici prodotti in loco, compresi i cumuli di rifiuti siderurgici presenti nell’area circostante, e potrà essere autorizzato in Aia solo dopo il completamento delle coperture. Deve essere chiaro infatti che l’area ha assolutamente bisogno di un intervento di messa in sicurezza e bonifica. Ancora una volta nel passaggio in giunta sarà nostra premura assicurare che le eventuali autorizzazioni saranno concesse solo a condizione che la discarica sia a servizio dei soli rifiuti siderurgici che lì vengono prodotti».
E la questione della vicinanza al quartiere come verrà affrontata?
«Il Nucleo regionale di Via prescrive che prima dell’autorizzazione sia rivisto il perimetro dell’ampliamento per rispettare le distanze prescritte dalle abitazioni. Dopo aver ascoltato le proteste dei cittadini avrà inizio così un percorso di risanamento e messa in sicurezza di tutta l’area». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
