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Appuntato della Finanza condannato a pagare 30mila euro di danni
PORTOFERRAIO. La Corte dei Conti, sezione Toscana, ha condannato Luigi Capogrosso, all’epoca dei fatti appuntato della guardia di finanza di Portoferraio, a pagare 30mila euro a favore della stessa guardia di finanza a titolo di danno di immagine.
La sentenza dei giudici contabili è stata depositata il 21 ottobre scorso ed è legata a fatti avvenuti nel 2010.
Capogrosso fu accusato di aver rivelato a un agente della polizia penitenziaria in servizio nella casa di reclusione di Porto Azzurro di una perquisizione antidroga che i finanzieri avrebbero compiuto nei giorni a seguire, nell’ambito di un procedimento penale per spaccio all’interno del carcere longonese. L’appuntato decise di essere giudicato con il rito abbreviato e fu condannato a 8 mesi dopo tre gradi di giudizio.
A distanza di nove anni la Procura della Corte dei Conti, sezione regionale, ha battuto cassa, contestando al finanziere un danno erariale pari a 128.294 euro, tra danno per disservizio (80mila), da trasferimento ambientale (18.294 euro) e di immagine (30mila euro).
L’imputato, difeso dall’avvocato Neri Baldi di Firenze si è costituito in giudizio presentando una serie di eccezioni e ha ricostruito il contesto dei fatti, facendo presente di aver avuto un ruolo marginale rispetto ai fatti contestati. Eccezioni che, nel caso della persistenza della prescrizione del danno da disservizio i giudici contabili hanno accolto integralmente, mentre è stata accolta solo parzialmente l’eccezione di prescrizione del credito erariale per il danno patrimoniale diretto, sebbene la domanda attorea sia stata rigettata.
La condanna inflitta dalla Corte dei Conti al finanziere, dunque, è relativa solo al danno di immagine cagionato dalla condotta contestata all’epoca dei fatti, calcolato sulla base di 30mila euro più le spese di giudizio e interessi. —
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