Gioco
Ecoballa nella rete del motopesca, più di 40 sono ancora sott’acqua
L’allarme lanciato dal comandante del Tornado. Il recupero seguito dai militari della Guardia costiera
PIOMBINO. Nella rete si è trovato più rifiuti che pesce il comandante del motopesca Tornado Antonio Borriello. «Stavamo salpando le reti quando ci siamo accorti di averla nel sacco – dice –. Non abbiamo avvertito nessun movimento del motopesca, era a già a galla». L’ecoballa numero 14, nella contabilità dei recuperi da luglio 2015, quando venne disperso dal cargo IVY parte del carico, ora è custodita in un’area portuale a Piombino. . L’equipaggio del Tornado stava pescando a strascico nelle acque del golfo di Follonica. «Ci trovavamo in una zona diversa rispetto a quella dove sappiamo che le ecoballe sono sul fondale – sostiene Borriello –. L’importante è che non abbiamo avuto danni se non per la giornata persa, così come i per pesci. L’assistenza delle autorità marittime è stata fondamentale». Dal motopesca è partita la chiamata alla centrale operativa della Guardia costiera. Ad incrociare la rotta è salpata la motovedetta M/V CP2108 che ha assistito il motopesca nel rientro in porto. Insieme agli ormeggiatori nella delicata manovra all’imboccatura del porto, con in traghetti in uscita. Mentre una volta attraccato in banchina è servito l’intervento dei sommozzatori della Stmp Srl che hanno provveduto a imbracarla.
A distanza di sei giorni è la seconda ecoballa tornata in superficie e recuperata. La precedente la mattina del 23 ottobre si è spiaggiata a Perelli 1. A seguire le operazioni sul posto c’è il comandante del Circomare Valerio Chessari. Mentre le indicazioni operative per il recupero dell’ecoballa, che rappresenta non solo una evidente criticità ambientale ma anche un pericolo per la sicurezza della navigazione, sono state impartite dal commissario straordinario del Governo, contrammiraglio Aurelio Caligiore, per il recupero e lo smaltimento del carico disperso dalla IVY. La ricerca avviata nelle scorse settimane puntava a localizzare 44 ecoballe. Adesso ce ne sono due di meno in fondo al mare. Ma non c’è un numero esatto. I militari si basano su delle stime.
Nei prossimi giorni Arpat provvederà alla caratterizzazione dei rifiuti e, successivamente, l’ecoballa sarà smaltita. Le analisi su quella rinvenuta il 23 ottobre hanno escluso la pericolosità del materiale, salvo il potenziale inquinante di quei 1. 300 chili di materie plastiche ridotte in pezzi, quindi aggregati in grandi blocchi compattati con reggette metalliche e strati di pellicola plastica. Di quest’ultima anche questa volta non c’è quasi più traccia. I fili metallici, invece, reggono. «I migliori alleati del commissario sono i pescatori che operano nel golfo di Follonica – dice Caligiore –, mentre io scrivo montagne di carte loro agiscono e producono risultati. Li ringrazio di cuore tutti, uno per uno». —
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