Il Tirreno

PIOMBINO

Lotta a Rimateria, comitato pronto al ricorso al Tar contro la Regione

Manolo Morandini
Lotta a Rimateria, comitato pronto al ricorso al Tar contro la Regione

Nuova manifestazione del Comitato salute pubblica. Tanti in piazza Cappelletti, ma meno di quelli attesi

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Metro da sarto e gessetti. Sul selciato si segnano le misure. Fino a 168 metri, tanti quanti separano l’area della discarica a Ischia di Crociano dalla prima abitazione di Colmata. È quanto sostiene il Comitato di salute pubblica di Piombino. Ed è quanto va in scena in una sorta di flash mob a chiusura della manifestazione, in piazza Cappelletti, a mezzogiorno. Le persone si prendono per mano. La catena umana si allunga. E copre quella distanza simbolo. Anzi, va oltre. C’è gente, più di quella che serve per la rappresentazione. Ma meno di quella attesa. E solo qualche studente. Quanto basta comunque per dare il segno di un impegno che proseguirà oltre il 30 ottobre, quando è annunciato il parere finale sulla Via al progetto Rimateria.

C’è una speranza. «Siamo convinti che dagli approfondimenti tecnici non potrà arrivare altro che una bocciatura del progetto», dice il presidente del Compitato salute pubblica (Csp) Alessandro Dervishi. Ma anche una certezza: «Se verrà accettata la Via siamo pronti a fare ricorso al Tar della Toscana». E dalle scale che fanno da palco del cinema Metropolitan rivolge un invito ai soci privati di Rimateria, Unirecuperi e Navarra: «Sappiate che avete contro i cittadini e tutta la Val di Cornia. Potete abbandonare entro dicembre». Che l’uscita dalla compagine sociale sia uno degli obiettivi lo sottolinea anche Ugo Preziosi, che di recente ha abbandonato il Csp dopo essere stato eletto nel direttivo. «Andate avanti nella lotta, fino a bloccare l’ingresso a Rimateria – dice – perché dobbiamo mandare via Unirecuperi e Navarra».

I carotaggi per conoscere che cosa è finito in discarica. La rilevazione in continuo della qualità dell’aria. Il cambio di destinazione d’uso delle aree. Un nuovo piano industriale per Rimateria che impedisca il conferimento di rifiuti speciali da fuori zona, con la chiusura della discarica ai soli volumi ad oggi già autorizzati. Le linee tutt’altro che semplici da tracciare nella realtà sono queste.

Quanto si svolge in piazza, dopo la protesta portata il 22 ottobre sotto le stanze della Regione, ha inevitabilmente un carattere interlocutorio, in attesa del 30 ottobre. Ma è anche l’occasione per allargare l’orizzonte. Dalla questione del Piano regionale cave allo stato di salute dell’ospedale Villamarina: «La quasi estinzione delle specialistiche – segnala Dervishi – e una prossima chiusura di pediatria. È una realtà che si sta manifestando nei fatti». Si tratteggiano temi e criticità. Con il presidente del Csp che invita a «superare il fossato delle appartenenze politiche per la salvaguardia e la ripresa del nostro territorio». Roberta Degani: «Non c’è alcun impegno formale nell’ultimo Accordo di programma quadro che indica Rimateria per fare le bonifiche. Tra l’altro è una discarica che non è abilitata a ricevere le scorie delle acciaierie». Ed è una sottolineatura tra le tante. Non manca una stoccata ai sindaci di San Vincenzo e Campiglia Marittima: «Piombino è la discarica della Val di Cornia e di 11 regioni». C’è la testimonianza della guida turistica Eleonora Bollaro sulle difficoltà a promuovere il territorio.

Le parole d’ordine sono quelle di sempre, si leggono sugli striscioni. Vogliamo un futuro. Piombino no città dei rifiuti. No discariche, sì bonifiche. E poi ci sono i cartelli che le persone tengono al collo: No al raddoppio. La regia della manifestazione è chiara. I sindaci di Piombino e Suvereto trai manifestanti, ma non intervengono. E come loro i rappresentanti di 5 Stelle, Gruppo 2019, Assemblea popolare Suvereto e delle forze di maggioranza a Piombino.

Il puzzo che dalla discarica segue la direzione del vento e da cui non si sfugge. Parte da qui Paolo Del Lama, uno dei fondatori della cooperativa Venere che nel golfo di Follonica alleva cozze Toscane. «Un po’delle nostre cozze potrebbero fare da sentinella per monitorare la salute delle acque alla Chiusa e allo sbocco delle Terre Rosse. Un monitoraggio che non costerebbe nulla e consentirebbe di verificare se dalla zona della discarica c’è della contaminazione che arriva in mare». Il Csp incassa il sostegno di Camping Cig per voce di Paolo Francini: «La città imboccherà la strada del futuro quando inizieranno le bonifiche, che significano anche lavoro». Che sottolinea: «Questa comunità deve scrivere un futuro per certi versi diverso dal passato». E lancia un invito a costruire percorsi di democrazia partecipata, con assemblee mensili, per «svelenire il clima e superare i rancori riconoscendo gli uni le opinioni degli altri». —

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