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La mostra su Cosimo de’ Medici resta di casa al De Laugier

Stefano Bramanti
La mostra su Cosimo de’ Medici resta di casa al De Laugier

Dopo il grande successo  durante la stagione estiva viene confermata l’esposizione fotografica  dedicata al Granduca

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PORTOFERRAIO. Notevole successo per la mostra fotografica Civitas Cosimi al Centro De Laugier, curata dall'associazione culturale Historiael L’esposizione ha ricostruito la vita del 1548 e dintorni a Portoferraio. Una “magia” possibile grazie a delle maxi tele ottenute con un progetto innovativo. Vari quadri viventi hanno impegnato circa 40 attori in costume d'epoca, collocati in specifiche scenografie e gli scatti fotografici artistici hanno documentato la vita portoferraiese di 500 anni fa.

La mostra ha tenuto banco per tutta l'estate al centro culturale comunale di salita Napoleone e tale exploit ha convinto la nuova amministrazione comunale retta da Angelo Zini, a farla proseguire a tempo indeterminato.

Si può vistare gratuitamente, nell'orario di apertura, vale a dire dalle 8 alle 13 dal lunedì al venerdì e nei pomeriggi del martedì e del giovedì dalle 15 alle 18 e inoltre, al sabato e alla domenica, quando è attiva la sala cinematografica Nello Santi, posta nell'edifico.

Conferma la novità l'architetto Leonello Balestrini Tondi, che ha realizzato le scenografie, agendo d'intesa con Gloria Peria, responsabile dell'archivio storico, la quale ha fornito documenti sulla metà del 500 e con Roberto Ridi, noto fotografo elbano che ha messo a disposizione la sua arte per la realizzazione della mostra.

«Siamo entusiasti dell'affluenza nei mesi estivi alla nostra mostra – ha detto Leonello Balestrini – che è stata prorogata a tempo indeterminato. Numerose gite scolastiche hanno voluto vederla, ma anche gruppi di turisti provenienti da crociere o da bus turistici».

E commenta l'esposizione l'assessore alla cultura per il Comune di Portoferraio, Nadia Mazzei: «Con grande maestria Peria, Balestrini e Ridi hanno saputo ricostruire attraverso la meticolosa ricerca storica e le tecniche fotografiche, situazioni di un'epoca passata. I risultati sono di particolare bellezza, immagini che si integrano perfettamente con la struttura che li ospita. Pertanto la mostra è da valorizzare al massimo, lasciando i pannelli oltre il tempo previsto inizialmente». —

Stefano Bramanti

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