Il Tirreno

lo scontro 

Fanno quadrato Bandini e Ticciati «È una discussione strumentale»

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piombino. Gli strascichi della manifestazione di Firenze del 22 ottobre contro il progetto Rimateria non sono mancati. Due i fronti contrapposti da cui sono volati stracci. Da una parte i sindaci di Piombino, Francesco Ferrari, e Suvereto, Jessica Pasquini. Dall’altra i colleghi di Campiglia Marittima, Alberta Ticciati, e San Vincenzo, Alessandro Bandini. Gli uni pronti a imputare agli altri di aver acceso la miccia.

«Le assessore di Piombino sostengono che il Pd si fregia di avere a cuore la parità di genere, e hanno perfettamente ragione. Peccato che il genere in questa situazione non c’entri proprio niente, nonostante il tentativo di dare questa lettura – afferma Bandini –. Le parole utilizzate da me e Ticciati altro non sono che una reazione verso chi ha investito di “vergogna, vergogna” due sindaci che non la pensano come chi manifestava. La giunta di Piombino ci tiene a ribadire il suo diritto, e quello dei manifestanti che la sostengono, a esprimere la propria volontà di impedire la messa in sicurezza della discarica abusiva, peccato che tutti coloro che non la pensano come loro si dovrebbero vergognare. Onestà e coerenza vorrebbero che ascoltassero e sopportassero anche chi non la pensa come loro e dimostrassero lo stesso rispetto che richiedono verso di loro, invece di incitare la folla agli insulti verso due sindaci che rappresentano anch’essi i propri cittadini».

Ticciati sottolinea che: «I termini squallore e imbarazzo non erano certo riferiti ai cittadini che manifestavano o ai sindaci presenti in piazza. Che il grido “vergognatevi” ripetuto più volte rivolto a me e Bandini, aizzato e spinto da amministratori verso altri amministratori sia passato inosservato e non sia nel dibattito, dove invece c’è una strumentale discussione sul rispetto della parità di genere, la dice lunga sul clima politico». Che aggiunge: «Ho capito il voto dei cittadini di Piombino che va approfondito e rispettato». E sottolinea: «È troppo facile unirsi a una piazza che grida il proprio dissenso. Le istituzioni hanno il dovere di dare una risposta a quel dissenso, non di assecondarlo. La scelta di chiudere quella società è una scelta folle, dissennata, per il nostro territorio e per la salute dei nostri cittadini e bisogna avere il coraggio di dirlo e soprattutto di lavorare a una alternativa. Per questo io ero a quel tavolo alla conferenza dei servizi non per fare pressioni politiche, ma per dimostrare che l’interesse di questa partita è di tutta la Val di Cornia. Spero che questo clima aggressivo e “pesante” possa presto essere stemperato anche grazie alle istituzioni che siano in grado di riportare la discussione di questo delicato e complesso tema, nel merito. Perché ce ne è secondo me molto bisogno». Parole a cui risponde Pasquini: «Non ho aizzato nessuno, non ho gridato ne insultato, non è mia abitudine». Che aggiunge: «Ma credo di meritare rispetto per aver scelto di testimoniare con la fascia la mia presenza a nome di una comunità, se questo per voi è inqualificabile me ne dispiaccio. Ma da quella piazza da parte del sindaco con la fascia c’è stato il solito rispetto che porto ad ogni tavolo. Se poi la nostra presenza in piazza infastidiva è un altro discorso, ma sfido chiunque a dire che ho mancato di rispetto o gridato». E rivolgendosi a Ticciati: «Il dialogo che abbiamo riavviato tra i nostri comuni e il mio modo di approcciare le questioni mi è testimone». —

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