Il Tirreno

«Fallito il progetto di unione con Cecina, programmi da rivedere»

V.P.
«Fallito il progetto di unione con Cecina, programmi da rivedere»

Per il segretario Ferrucci non c’è certezza sulle risorse, duro attacco alla Regione e ai sindacati confederali

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PIOMBINO. Una controriforma sanitaria deleteria che si accanisce soprattutto sulla costa. Villamarina ridotta ad un ospedale fantasma. L’unificazione con Cecina, una decisione ulteriormente penalizzante per la Val di Cornia. Non sono solo alcune delle convinzioni di Fials, il sindacato autonomo che ieri ha allestito un punto di sensibilizzazione in piazza Verdi. Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi successivi all’introduzione di Massimo Ferrucci, segretario provinciale dell’organizzazione sindacale autonoma. Tra loro, i consiglieri regionali Monica Pecori (gruppo misto) e Andrea Quartini del Movimento Cinque stelle, presente anche con Daniele Pasquinelli, e il sindaco Francesco Ferrari.

Lo scopo del presidio pomeridiano era quello di aprire un confronto sulla situazione dei servizi e soprattutto sulle prospettive, «in assenza di una programmazione reale e della certezza dei finanziamenti per questa parte di territorio, al contrario di quanto viene annunciato», secondo Ferrucci. «Sempre che - ha aggiunto - la programmazione non la facciano i sindacati compiacenti per i quali l’ospedale unico Valli etrusche sarebbe addirittura di primo livello e non la somma di due debolezze».

Ferrucci è tornato a chiedere le dimissioni della dirigenza Asl, contro la quale Fials ha intrapreso una vertenza per comportamento antisindacale a causa delle mancate convocazioni. Dimissioni caldeggiate anche per l’assessore regionale Stefania Saccardi sotto accusa pure per la gestione della vicenda New Delhi.

Nessun dubbio sulla necessità di procedere con una programmazione diversa ridefinendo la scelta dell’ospedale unico mentre lo stesso annuncio di una nuova pianificazione distinta per la Val di Cornia dimostrerebbe il fallimento del progetto di unificazione.

Da qui la sollecitazione di misure rapide e concrete per bloccare il declino della sanità pubblica, scandito non solo dalla chiusura del Punto Nascita. Nell’elenco di Fials anche il depotenziamento delle attività chirurgiche, la devoluzione dell’Ufficio Protesi a Pontedera, il fallimento del progetto del Centro Ortopedico Toscano, il perpetuarsi delle “eterne” liste di attesa e l’obiettivo della riduzione dei disagi dei cittadini e delle carenze di personale «a causa di un piano dei fabbisogni inadeguato concordato tra direzione aziendale e sindacati confederali». —

V.P.



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