Gioco
Accordo tra il Consorzio e la Regione per “detombare” il fosso di Segagnana
L’intervento pilota servirà a bypassare i tratti del corso d’acqua ostacolati dal cemento e per questo pericolosi
CAMPO NELL’ELBA. L’obiettivo è chiaro. Rimuovere dal corso d’acqua quegli ostacoli di cemento che puntualmente mettono a rischio la tenuta idrogeologica di parte di Marina di Campo, di una sua area chiave su cui insistono campeggi e appartamenti estivi. L’intervento pilota, che sarà attuato dal Consorzio di bonifica, bypasserà i tratti “tombati” del fosso di Segagnana, trappole conclamate in caso di nubifragi e alluvioni. È stata approvato il 23 ottobre scorso dal Consorzio di bonifica e dalla Regione Toscana lo schema di convenzione per la realizzazione dell’intervento di deculverting e mitigazione del dissesto da rischio idraulico di un tratto del fosso di Segagnana.
L’opera è compresa nel progetto transfrontaliero Italia - Francia Trig.Eau, finanziato sul programma Interreg Italia Francia Marittimo e cofinanziato dal Fondo Europeo per lo sviluppo regionale.
Un programma da circa 5 milioni di euro per progetti di mitigazione del rischio idrogeologico che, oltre a Campo nell’Elba, ha interessato realtà liguri come Portofino e Camogli, sarde e francesi. Per l’isola d’Elba il Consorzio di bonifica ha ottenuto un finanziamento da circa 70mila euro per compiere l’intervento di messa in sicurezza del fosso di Gorgolinato, a Marina di Campo, per poi modificare in corso d’opera l’obiettivo presentando un progetto di detombamento per il corso d’acqua di Segagnana, nella zona della Foce di Marina di Campo.
Nei mesi scorsi l’ente ha approvato lo studio di fattibilità, mentre questa settimana lo stesso Consorzio ha firmato con la regione la convenzioni di avvalimento, che fissa gli impegni reciproci, il cronoprogramma dei lavori e le loro modalità di compimento.
Quello dei tombamenti dei fossi è un problema quanto fin troppo concreto per la tenuta idrogeologica della piana di Marina di Campo, come purtroppo hanno dimostrato le alluvioni del 2002 e del 2011. I tombamenti e la cementificazione restringono gli alvei dei fossi, causando allagamenti e tracimazioni.
Il fosso di Segagnana, situato in prossimità di un campeggio, è uno dei punti più sensibili. L’intervento consiste «nella sistemazione – si legge nell’atto del Consorzio di bonifica – della confluenza nel fosso della Galea tramite una condotta di troppo pieno, riconducibile a un diverso sistema di sbocco nel fosso».
Sarà dismesso il tracciato coperto del fosso di Segagnana che, di conseguenza correrà in tratti a cielo aperto. I tecnici del Consorzio realizzeranno una cassa in laminazione per ridurre calibrare le portate del corso d’acqua a monte di un ulteriore tratto coperto.
Inoltre saranno sistemati e adeguati i restanti tratti a cielo aperto del fosso. L’obiettivo è rendere il corso d’acqua sicuro in caso di precipitazioni abbondanti e di piene. —
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