Sicurezza
«Ticciati e Bandini offensivi con la moglie del sindaco»
Le accuse della maggioranza e delle donne della giunta Ferrari sui fatti di Firenze «Sara ha tutto il diritto di esprimere le sue opinioni nei luoghi e nei modi che preferisce»
PIOMBINO. Dura invettiva degli assessori Carla Bezzini, Simona Cresci e Sabrina Nigro nei confronti dei sindaci di Campiglia e San Vincenzo, rispettivamente Alberta Ticciati e Alessandro Bandini. Le tre donne della giunta Ferrari parlano di «attacco pretestuoso che arriva da quella parte politica che, da sempre, si fregia di avere a cuore la parità di genere».
Il riferimento è a una nota di Ticciati e Bandini che parlando della manifestazione di martedì scorso a Firenze, avevano raccontato che il sindaco Francesco Ferrari «si è fatto accompagnare dalla consorte (Sara Cheli ndr) rimasta in piazza col megafono in mano. Sindaco che si fa, per questo, aspettare dal tavolo tecnico. Squallore e imbarazzo». Ticciati e Bandini, che peraltro erano entrati in Regione accompagnati dal grido «Vergognatevi», lanciato da alcuni manifestanti, avevano attaccato anche la sindaca di Suvereto, Jessica Pasquini, in piazza indossando la fascia tricolore, fatto definito «gravissimo e inqualificabile».
«È inutile farsi chiamare sindaca – scrivono Bezzini, Cresci e Nigro – se poi ci si lascia andare a commenti del genere su una donna che, prima di essere moglie del sindaco, è una libera cittadina che ha tutto il diritto di esprimere opinioni nei luoghi e nei modi che ritiene opportuni. Sara è una donna con delle chiare opinioni e il fatto di essere sposata con il sindaco certamente non può e non deve ledere in alcun modo il suo diritto di esprimerle. È quantomeno pretestuoso che il Pd attacchi lei per screditare il sindaco Ferrari, come se ci fosse qualcosa di negativo ad avere una moglie che ha il coraggio di far valere le proprie idee. Altrettanto offensivo – proseguono – è l’appellativo riservato a Jessica Pasquini. È incomprensibile come possano definire mancanza di rispetto scendere in piazza come portavoce della città indossando il simbolo che la riconosce titolata a farlo. Siamo nel 2019 e, purtroppo, l’episodio è la prova tangibile di quanto la parità di genere sia ancora lontana».
Contro i due sindaci di centrosinistra si scagliano anche i capigruppo di maggioranza, Luigi Coppola (Fi-Udc-Civici popolari liberali), Vittorio Ceccarelli (Lega), Marco Viti (Ferrari Sindaco), Mario Atzeni (Lavoro & Ambiente), Monica Bartolini (Ascolta Piombino), oltre a Luca Baragatti (Fratelli d’Italia), Nicola Bertini (Gruppo 2019 Campiglia), Nicola Giudici (Aps Suvereto), Fausto Bonsignori (San Vincenzo Futura): per tutti loro i sindaci di San Vincenzo e Campiglia «dovrebbero avere ben altro atteggiamento nei confronti dei colleghi della Val di Cornia perché le relazioni istituzionali tra i Comuni non possono essere cancellate da interessi di partito. Il sindaco di Piombino era convocato perché la discarica sorge sul territorio di sua competenza, ma i colleghi di San Vincenzo e Campiglia, perché si sono infilati in una riunione a cui non erano invitati? Perché attaccano Pasquini che giustamente ha partecipato con la fascia a una manifestazione pubblica come avviene in numerosissime occasioni? Per fare dispetto a Ferrari? Per sostenere gli interessi di chi vuol continuare a portare rifiuti speciali da tutt’Italia in Val di Cornia? La ragione semplice della gita fiorentina dei due sindaci Pd è quella di sostenere il raddoppio della discarica tentando di influenzare il parere dei tecnici. Una strumentalizzazione della loro carica istituzionale che dovrebbe muovere a indignazione».
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