Italia
Moby, i fondi non faranno reclamo contro il no del giudice al fallimento
Dopo la tempesta arriva la schiarita: aperto il dialogo tra la compagnia e i proprietari del bond da 300 milioni
PORTOFERRAIO. Dopo il temporale arriva la schiarita. I fondi titolari del bond da 300 milioni di euro acceso da Moby Lines per finanziare l’acquisizione di Tirrenia non presenteranno reclamo avverso al provvedimento del Tribunale di Milano, con il quale è stata respinta l’istanza di fallimento della compagnia. A riportare l’indiscrezione è il portale specializzato in trasporti marittimi The Medi Telegraph, che cita fonti finanziarie vicine all’operazione.. La decisione dei grandi gruppi internazionali, tra cui Cheyenne Capital, Soundpoint Capital e York Capital, arriverebbe in seguito all’apertura di un dialogo ritenuto costruttivo con la stessa compagnia di navigazione, dopo che la sezione fallimentare del Tribunale di Milano, il 3 ottobre scorso, ha respinto la richiesta di accesso alle procedure concorsuali per la compagnia di navigazione.
Lo scenario è completamente cambiato rispetto a qualche settimana fa, quando il giudice Alida Paluchowski non si era ancora espressa. In quel frangente i fondi spingevano per la dichiarazione di fallimento e il Gruppo Onorato, per voce del suo armatore Vincenzo Onorato non esitava a puntare il dito contro i fondi, definiti senza mezzi termini come «speculativi e che operano in paradisi fiscali» e accusati di aver compiuto «gravi fatti calunniosi». Uno scontro durissimo che si è aperto dopo che i fondi si erano rivolti al Tribunale di Milano, temendo di esser danneggiati dall’assottigliamento del patrimonio aziendale in seguito alla cessione alla compagnia danese Dfds di due fra le più moderne navi di Moby – la Aki e la Wonder, l’una del 2001 e l’altra del 2005 – in cambio dei due traghetti come King Seaways e Princess Seaways, vecchi di oltre trent’anni ma soprattutto di 70 milioni di euro che hanno dato ossigeno ai conti della società.
Con il decreto del Tribunale di Milano l’offensiva giudiziaria dei fondi a carico di Moby Lines si è arrestata, i giudici hanno scongiurato l’ipotesi di fallimento della compagnia, pur non risparmiando rilievi e preoccupazione per la futura tenuta dei conti della società. Moby, invece, aveva fatto sapere, subito dopo l’emissione del decreto del Tribunale, di valutare un’eventuale azione legale e una richiesta di risarcimento danni.
Nel giro di pochi giorni, però, è stata la stessa compagnia ad annunciare l’apertura di un dialogo con i fondi che pareva impossibile fino a pochi giorni fa. «È iniziato il dialogo fra Moby e i bondholders», aveva scritto la scorsa settimana il Gruppo Onorato Armatori in una nota, parlando dunque di un’apertura «di un tavolo di lavoro».
L’obiettivo, ha scritto il gruppo armatoriale, è «dare seguito al piano industriale dell'azienda garantendo sia i diritti degli obbligazionisti, sia quelli della compagnia, che continua la sua piena operatività e l'importante opera di rinnovamento e di investimenti previsti dal piano industriale, anche alla luce dei numeri positivi dell'ultima semestrale». —
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