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La proposta di Galletti: «La festa dell’uva, un evento di tutta l’Elba»
CAPOLIVERI. Riflettori spenti sulla Festa dell'uva, edizione numero 24, vinta dagli azzurri della Fortezza che hanno incassato pure il premio Gabetti per i migliori attori rionali. Un riconoscimento assegnato per i ruoli del cantiniere, Lorenzo Puccini, del parroco don Vincenzo, interpretato da Paolo Benci e della perpetua Tonia, alias Federica Baldetti. Al Fosso di Giuseppe Martino il premio continuità e il caporione ringrazia tutti e dice: «La vera vittoria è l'impegno autentico e la festa nel quartiere fino alle una di notte in amicizia».
Intanto spunta la proposta di Rossana Galletti, presidente della giuria: rendere l'evento non solo capoliverese ma dell'Elba tutta ed anche Paolo Martino, presidente della Pro Loco, che governa la manifestazione, ha un nuovo progetto per l'edizione 2020.
Il flusso di visitatori crescente, con oltre tremila persone ad ammirare le trasformazioni epocali nei quattro borghi, con costumi adeguati dei figuranti, il ricreare scende ad hoc. «Quest’anno - ha detto Galletti – si sono confermate le grandi potenzialità e le belle caratteristiche di questa festa e ritengo che i tempi siano maturi affinché si decida di far diventare l'impegno annuale a carattere elbano, anche perché moltissime sono le persone che partecipano a Capoliveri, venendo dagli altri comuni. E del resto ogni luogo ha le medesime tradizioni in fatto di vendemmia. Studieremo questa possibilità se è realizzabile. Concludo dicendo che come al solito tutti i rionali sono stati bravi e impareggiabili per la fatica che fanno nel creare le magistrali trasformazioni sceniche del paese, un teatro popolare di qualità. La Festa dell’uva quindi deve diventare un patrimonio di tutta l'isola, un fatto culturale che esprime l'importanza storica della vendemmia, che può essere riscoperta e rappresentata nelle varie epoche con le scelte di anno in anno fatte dai rioni».
Infine ha qualche novità in serbo per il futuro anche il direttore dell'orchestra Martino, che agisce in perfetta sintonia con il Comune. «La Festa dell'uva è appena terminata- ha detto al Tirreno- e siamo grati a tutti i protagonisti, che permettono sempre un clamoroso successo. Posso annunciare che per la prossima edizione, quella del venticinquesimo anno dalla prima edizione, un quarto di secolo, vogliamo realizzare qualcosa di diverso e abbiamo già pronto un progetto». Ma non si spinge oltre Martino e c'è da ben sperare. Del resto una manifestazione così importante, dopo un quarto di secolo, ha senza dubbio bisogno di una revisione per mettere a frutto una così lunga esperienza. —
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