Sicurezza
Ferrari e Pasquini spingono la protesta, Ticciati e Bandini a difesa del progetto
Piombino,dalle opposte ragioni per la valutazione tecnica sull’impatto ambientale alla politica che incalza la decisione finale
FIRENZE. La piazza a Firenze l’ha invocata con tanto di appello video il sindaco di Piombino Francesco Ferrari. E da qui è partito per varcare la soglia, con la collega di Suvereto Jessica Pasquini, del palazzo della Regione in cui si è riunita la conferenza dei servizi per il parere finale di Via sul progetto Rimateria. Nel capoluogo hanno scelto di esserci anche i sindaci di Campiglia Marittima Alberta Ticciati e di San Vincenzo Alessandro Bandini. Stesso palazzo ma per su fronti opposti. Una giornata in cui a farla da padrone sono le scintille politiche, con la decisione della conferenza dei servizi che arriverà nei prossimi giorni. Troppe le novità da valutare messe sul tavolo nelle ultime settimane. E tutte che sono rimesse a un giudizio che sarà formulato a porte chiuse. Insomma a un certo punto i sindaci sono stati invitati a uscire.
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«Si è parlato a lungo degli aspetti tecnici della questione – spiega Ferrari –, in particolare della vicinanza tra l’impianto e i centri abitati di Montegemoli e Colmata, delle emissioni eccessive odorigene e della tipologia di rifiuti che pensano potrebbero comportarne una riduzione». Che aggiunge: «Quello tenutosi è un tavolo tecnico e con elementi tecnici ci siamo presentati: mi auguro che la Regione Toscana non faccia pesare la propria posizione politica e chiuda la porta all’opzione peggiore per il nostro territorio. La politica si deve prendere la responsabilità della decisione che prenderà: acconsentire al raddoppio dei volumi di discarica, seppur con tutte le prescrizioni del caso, significherebbe ignorare la volontà di una città e di un intero territorio». E conclude: «Qualunque sia la decisione che sarà presa certamente la partita non finisce qui. Che non ci vengano a dire che quei volumi serviranno per le bonifiche perché non ci crediamo più: da anni aspettiamo l’intervento necessario a mettere in sicurezza la nostra terra e intanto Rimateria ha riempito la discarica di rifiuti di ogni sorta provenienti da chissà dove. La Regione non può ignorare gli oggettivi elementi ostativi che ha presentato il Comune: se provasse a far finta di niente e concedesse il raddoppio significherebbe lasciar vincere l’ostinazione del Pd a scapito della volontà dei cittadini che ogni giorno devono sopportare le conseguenze della vicinanza a quella discarica. Non potremo accettarlo: continueremo a batterci per restituire a Piombino un futuro diverso, che parli di turismo e diversificazione dell’economia».
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Non sfugge a Bandini e Ticciati quel «vergognatevi» che arriva dalla piazza mentre entrano nel palazzo della Regione. I due rivendicano il ruolo di amministratori: «Che cercano di dare il proprio contributo alla comunità». E parlano di manifestazione politica, con cui «Ferrari pensa di continuare a fare campagna elettorale senza rendersi conto che oggi è lui che deve trovare soluzioni, che non troverà gridando, incitato da una piazza arrabbiata e strumentalizzata».
Entrano nel merito i due sindaci. «Ferrari si attivi per far partire le bonifiche, lavori per il futuro industriale ad oggi nebuloso, si occupi delle numerose discariche abusive presenti in città che quelle si che rappresentano un problema per la salute pubblica. Noi non siamo per il raddoppio della discarica, ma vogliamo mantenere fermi gli obiettivi che stanno alla base della nascita di Rimateria: le bonifiche di discarica e del sito industriale, la messa in sicurezza del territorio, investire in riciclo da sostituire all’impiego di materie prime. Attenderemo la pronuncia sulla Via ribadendo che troppo facilmente si va in piazza a dire no, ma molto più difficilmente si costruiscono proposte concrete in grado di portare soluzioni efficaci».
Le proteste in piazza a Firenze, «capeggiate dal sindaco, contrariamente a quanto lui dice, sono una manifestazione politica, usata per influenzare un organo tecnico». Così la capogruppo di Anna Per Piombino Anna Tempestini. Che aggiunge: «Le questioni politiche si risolvono negli organismi istituzionali presentando atti per dare soluzioni. Ferrari ne avrebbe avuto la possibilità e il tempo, dal 9 di giugno a oggi si è limitato a inviare lettere o scrivere atti di indirizzo. L’impressione è che stia ancora cavalcando il consenso elettorale senza produrre atti concreti ed efficaci sperando che qualcuno gli tolga le castagne dal fuoco. Il tema all’ordine del giorno è la bonifica del territorio, accelerando la chiusura della discarica ex Asiu per togliere finalmente il puzzo agli abitanti di Colmata, e concedendo gli spazi necessari per un progetto industriale credibile che sia compatibile con le esigenze del nostro territorio. Altro è un salto nel buio». –
M. M.
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