Sicurezza
Troppi piccioni sul territorio, vietato dargli da mangiare
C’è il pericolo di trasmissione all’uomo di malattie infettive e parassitarie Ordinanza del sindaco AlbertaTicciati, si rischia una multa fino a 500 euro
campiglia. Vietato dar da mangiare ai piccioni e agli uccelli in generale. C’è un’ordinanza del sindaco di Campiglia Marittima Alberta Ticciati del 16 ottobre che lo dispone, insieme ad altre misure finalizzate al loro contenimento, a tutela della salute pubblica e a salvaguardia dell’ambiente: si rischia fino a 500 euro di multa.
Troppi i piccioni nel territorio urbano, a cui in molti danno mangiare: come premesso nell’ordinanza, la presenza di questi volatili ha assunto proporzioni tali da costituire un serio rischio di natura igienico sanitaria, per il possibile pericolo di trasmissione all’uomo di malattie infettive e parassitarie, e a danno di edifici pubblici e privati.
«L’alimentazione incontrollata di piccioni richiama un gran numero di esemplari nonché anche altre specie di animali come ad esempio i ratti anche da zone limitrofe, aumentando così le colonie in qualità incompatibili con l’ecosistema urbano». Questi alcuni dei motivi alla base della corsa ai ripari con l’ordinanza.
Nei centri urbani del territorio comunale è vietato fornire alimenti ai piccioni e «in generale a tutta la popolazione aviaria, con espresso divieto di gettare al suolo mangime, scarti e avanzi alimentari». Inoltre, ai proprietari di edifici in ambito urbano e «a chiunque, a qualsiasi titolo, vanti diritti su immobili esposti alla nidificazione e allo stazionamento dei piccioni o altri volatili», viene imposto di mantenere perfettamente pulite da guano o uccelli morti le aree private sottostanti i fabbricati e le strutture interessate dalla presenza dei volatili.
Ticciati invita inoltre i proprietari di edifici in ambito urbano e chiunque a qualsiasi titolo vanti diritti su immobili esposti alla nidificazione e allo stazionamento dei volatili «a provvedere a propria cura e spese a installare, ove possibile, anche in caso di ristrutturazione o interventi di manutenzione ordinaria, dissuasori sui punti di posa (cornicioni, terrazzi, pensiline, davanzali), per impedirne lo stazionamento».
In caso di inadempimento il Comune potrà agire in via di autotutela tramite intervento sostitutivo e rivalsa delle spese effettuate sugli obbligati: in pratica agirà da proprietario e chiederà conto delle spese. I trasgressori saranno puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro, pena in misura ridotta 50 euro, impregiudicata l’applicazione di sanzioni previste in leggi e regolamenti statali e regionali.
La polizia municipale e le altre forze di polizia sono incaricate di fare rispettare l’ordinanza, che potrà essere impugnata davanti al Tar entro 60 giorni dalla pubblicazione, o entro 120 giorni dalla stessa con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. —
Annalisa Mastellone
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