Il Tirreno

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Rifiuti, attività estrattive e ambiente Due le petizioni inviate in Regione con un migliaio di firme a sostegno

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piombino. Dà l’ordine di grandezza il Comitato Salute Pubblica Piombino-Val di Cornia: «Circa un migliaio di cittadini ha firmato nei giorni scorsi le due petizioni, una indirizzata al governatore della Regione Toscana Enrico Rossi e l’altra all’assessore Ambiente e difesa del suolo Federica Fratoni».

In questi giorni, fanno sapere dal Comitato, petizioni e firme in calce sono state inviate in Regione. «Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno aderito alla raccolta firme per la sensibilità, dimostrata ancora una volta – afferma il Comitato sulla sua pagina Facebook –, verso le tematiche della salute e dell’ambiente, con la speranza che tali firme possano essere considerate richieste ineludibili di cittadini che confidano nella tutela da parte delle autorità competenti».

Nella petizione al presidente Rossi si chiede l’avvio delle bonifiche del sito di interesse nazionale (Sin), «che non sono mai partite, anche quando sono stati stanziati dei finanziamenti (e parliamo di bonifiche vere, non di “riqualificazioni” che di fatto non fanno che aggiungere rifiuti a rifiuti). Inoltre, la fine dello sfruttamento delle cave in Val di Cornia, e «non il loro rilancio: il loro sfruttamento intensivo porterà fra l’altro a un difficilmente prevedibile cambiamento del microclima». E il blocco della discarica Rimateria «che lavora fuori norma da sempre grazie a proroghe e differimenti», nonostante sorga «nel luogo meno adatto (una palude a due passi dal mare e dai primi centri abitati della città). Basta con le parole, passiamo ai fatti, purché siano fatti bene».

Nella petizione all’assessore Fratoni il Comitato chiede di non rilasciare la Via per l’ampliamento della discarica Rimateria. Si ricorda che i cittadini di Piombino «convivono ormai da anni con gli odori nauseabondi provenienti dalla discarica». Inoltre, che «la nuova discarica per rifiuti speciali non servirà al territorio né sarà funzionale alle bonifiche: vi saranno conferiti rifiuti provenienti da tutta Italia per riempire tutti gli spazi rimasti, questo hanno richiesto ed ottenuto i soci privati nell’ultima assemblea degli azionisti». E ancora che «a oggi non sono ancora stati effettuati carotaggi per stabilire se dentro quella discarica siano finiti rifiuti estremamente pericolosi e non autorizzati, come ritenuto plausibile nel corso delle indagini sul traffico illecito di rifiuti in cui sono coinvolte le ditte Lonzi e RaRi. Ad oggi non sappiamo quindi se siamo soggetti solo a un estremo disagio olfattivo o se è seriamente in pericolo anche la nostra salute. La discarica non è mai stata a norma». —

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