Il Tirreno

archeologia e promozione del territorio 

Le Logge e la strada basolata Grandi progetti nati insieme

Cecilia Cecchi
Le Logge e la strada basolata Grandi progetti nati insieme

Pavimenti a colori e mosaici alle terme più antiche e meglio conservate in Etruria Il sindaco Ferrari: «Scoperte eccezionali, l’Acropoli è una risorsa da valorizzare»

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POPULONIA. Costruzione di due maxi progetti, il muro delle Logge e la strada basolata che – con grande probabilità – procedevano insieme. Le terme del santuario di Venere tra edifici termali più antichi e meglio conservati mai ritrovati in Toscana ed Etruria. Alcune delle “note” a conclusione dell’ultima campagna di scavo archeologico sull’acropoli di Populonia. Ricerca condotta dall’Università di Siena in collaborazione con Soprintendenza, Società Parchi val di Cornia e Comune di Piombino.

«Da circa 20 anni – si ricorda nella nota diffusa ieri – è questa sinergia fra diverse Università, Soprintendenza, Società Parchi e Comune che consente lo sviluppo di ricerche e scavi sull’Acropoli. Gli archeologi hanno così la possibilità di scavare in un’area aperta al pubblico anche in vista della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio».

«Nel 2018, con una nuova collaborazione fra la Soprintendenza, le Università di Siena e Toronto e la Parchi Val di Cornia – si prosegue dal Comune di Piombino –, e grazie ai fondi del progetto “Gli Etruschi in Toscana: Le città dell’Etruria”, finanziato dal Programma operativo regionale Fesr 2014-2020, sono iniziate le nuove campagne di scavo concentrate in due aree di specifico interesse: alla base dell’edificio delle Logge, dove si trovava una strada e da dove cominciano a emergere poderosi resti di edifici più antichi rispetto a quelli oggi visibili e le terme sul Poggio del Telegrafo (connesse al tempio di Venere ndr)». Ai nuovi scavi hanno partecipato 30 persone fra cui 25 studenti delle Università di Siena e Toronto che svolgono così i loro tirocini formativi.

«L’area archeologica di Populonia – commenta il sindaco Francesco Ferrari che ha visitato il cantiere negli ultimi giorni di ricerca – è un luogo preziosissimo: l’incredibile potenziale turistico deve essere valorizzato e, come amministrazione, ci stiamo impegnando su molti versanti affinché ciò possa accadere. Ma è il valore scientifico che mi sta a cuore: le scoperte degli ultimi mesi sono state incredibili, è chiaro che Populonia ha ancora molte sorprese in serbo per noi. Avere un sito di tale portata è una risorsa ma pure una grande responsabilità: le istituzioni – dice il sindaco – devono impegnarsi nel supporto di questo tipo di realtà e la rete virtuosa che si è creata intorno a Populonia è la dimostrazione del fatto che lavorare insieme è la chiave per la valorizzazione dei nostri luoghi».

Siti ora in sicurezza. Durante l’inverno, l’edificio termale sarà protetto da una copertura provvisoria che permetterà di non lasciare esposte alle intemperie le creste delle murature (alcune hanno bisogno di seri consolidamenti) e le decorazioni che sono state riportate alla luce. Molte pareti sono ancora rivestite di intonaci dipinti con pavimenti a mattoncini o a mosaico. Nel 2020 i lavori riprenderanno con operazioni complesse e delicate in vista del restauro dell’edificio, che vedranno coinvolti archeologi, restauratori e la ditta che si occuperà dei consolidamenti strutturali. Difficile lavoro di coordinamento che porterà allo scavo integrale di tutte le porzioni dell’edificio nelle quali si trovano crolli e riempimenti lasciati in posto per ragioni di sicurezza. Tutto ciò per permettere ai visitatori del parco di entrare dentro le terme attraverso i percorsi seguiti dagli antichi frequentatori. Arrivederci alla prossima estate, con l’opportunità di seguire in diretta i lavori in corso.

Cecilia Cecchi



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