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Bonifiche e discariche, il futuro del progetto si decide in Regione

Manolo Morandini
Bonifiche e discariche, il futuro del progetto si decide in Regione

Oggi c’è la conferenza conclusiva sul procedimento di valutazione di impatto ambientale 

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Diciassette mesi. Lo scarto è di qualche giorno, ma è il tempo servito al procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto targato Rimateria Spa per arrivare alla conferenza dei servizi in cui è atteso il parere conclusivo. Nell’ufficio regionale competente, in piazza dell’Unità italiana, oggi i tecnici chiariranno il futuro dell’operazione che ha finito per segnare le sorti delle ultime elezioni amministrative a Piombino.

Che cosa c’è in ballo? La richiesta che è stata presentata da Rimateria Spa il 30 maggio 2018 prevede la realizzazione a Ischia di Crociano dell’attività di trattamento e riciclo in loco delle scorie con impianto mobile sulla Li53, un’area di 15,6 ettari in cui si trovano cumuli di scorie e polveri di altoforno per circa 183mila metri cubi. Inoltre, la chiusura della discarica Lucchini tramite la riprofilatura, mediante sopraelevazione, con la discarica Rimateria (ex Asiu). E la nuova discarica sull’area LI53 per un volume complessivo di 2,5 milioni di metri cubi.

Rimateria nasce in scia al conferimento delle attività Asiu relative ai rifiuti urbani al gestore unico Sei Toscana per l’Ato Sud. Siamo nel 2016. L’ex società a partecipazione pubblica finisce in liquidazione e si porta in dote un’esposizione debitoria nell’ordine di 21 milioni di euro. Alla neonata Spa passano gli impianti Tap e la discarica ex Ischia di Crociano ma anche l’impegno a onorare i debiti, tra cui quello per la gestione post mortem della discarica di Ischia di Crociano. Il mercato di riferimento è quello dei rifiuti speciali. Nell’area ci sono quattro discariche che complessivamente coprono una superficie di 58 ettari. Una è la discarica ex Asiu, nel frattempo arrivata a fine vita. La seconda è la vecchia discarica Lucchini, ed è esaurita, poi c’è la cosiddetta discarica ex Lucchini ancora da esaurire e la LI53, totalmente abusiva e su cui il ministero dell’Ambiente ha ordinato la messa in sicurezza approvando nel 2017 il progetto presentato da Rimateria. Due gli aspetti da sempre sottolineati dai sostenitori del progetto: mettere in sicurezza le discariche presenti e assicurarne la gestione post mortem. Il tutto realizzato in autonomia finanziaria, col volano rappresentato dai nuovi volumi per il conferimento di rifiuti speciali.

Le ragioni di chi vuol fermare il progetto stanno sul piano dell’ambiente e della salute pubblica. Non è un no alle bonifiche ma all’arrivo a Ischia di Crociano di ulteriori rifiuti speciali. Tra le partite aperte c’è quella dell’impatto odorigeno e la richiesta di carotaggi per fugare i dubbi che in discarica in passato sia finito ciò che non doveva. E in questo caso il riferimento è all’inchiesta che ha preso le mosse dalle ditte di Livorno Lonzi e Rari. —

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