Il Tirreno

marina di campo 

Lutto per la morte di Fulvio Fino, il giostraio scalzo amato dai bambini

Stefano Bramanti
Lutto per la morte di Fulvio Fino, il giostraio scalzo amato dai bambini

È morto a 58 anni dopo aver fatto divertire migliaia di piccoli Una cerimonia sulla spiaggia con il parroco don Mauro Renzi 

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marina di campo. Fulvio Fino, il giostraio scalzo ed ecologico di Marina di Campo, nonché testimonial della “Giornata nazionale dei giochi della gentilezza” e amico di tutti, si è dovuto arrendere alla malattia più temuta. Colpito da non molto si è spento, a soli 58 anni, all’ospedale di Portoferraio nella notte tra venerdì e sabato. Finché ha potuto ha regalato a tutti il suo sorriso speciale: gli veniva dal cuore e lo esprimeva non solo con le labbra, ma soprattutto con gli occhi illuminati d’amore. Fulvio, una sorta di missionario laico, un messaggero di fratellanza e i suoi principi morali, ricchi di classici e consolidati valori, li regalava parlando con chiunque e sulla sua pagina Facebook, la quale ora è presa d’assalto da decine e decine di frasi di cordoglio, verso una persona unica: «Il mio amico Fulvio ha saputo vivere il dolore con dignità e amore– ci ha detto don Mauro Renzi, il parroco locale– e lunedì alle 16,20 saremo tutti presenti sulla spiaggia campese per un ultimo saluto. Non ci sarà messa e io proporrò di essere tutti scalzi, come lo era lui quando gestiva la sua giostra. Leggerò un brano del Vangelo e vivremo nel suo ricordo». Fulvio era elbano di adozione. Infatti, dopo essere nato a Montecatini Terme, si era subito trasferito ed era cresciuto sullo Scoglio. Poi una parentesi a Biella, ma da 10 anni era tornato sulla sua isola: doveva proseguire il suo impegno verso i bambini con la giostra. È stato un ottimo scrittore e stava preparando racconti per i più piccoli, ma anche un testo per raccogliere i pensieri sul bisogno di amicizia tra la gente, tra i popoli. Sempre su Facebook aveva fatto la cronaca della sua degenza in ospedale durante la malattia, per far capire a tutti l’impegno notevole dei sanitari, tutti intenti a non far notare i tagli alla sanità, prodigandosi. Parlava a turno di infermieri in gamba e medici, una “Rubrica del sorriso” per chi era malato e soffriva.

Aveva dedicato la sua vita quindi ad animare la sua giostra nella piazza del Municipio campese, incantando decine di pargoli italiani e stranieri che in estate rimanevano “prigionieri” della struttura multicolore, costruita da lui stesso. Niente motore, Fulvio la faceva andare pedalando scalzo una bicicletta che riusciva a muovere gli ingranaggi. Sopra aveva creato dei cavallini a cui i bimbi avevano dato nomi fantasiosi e gentili, molti dati dai ragazzini della scuola dell’Infanzia di Marina di Campo, dove la giostra ecologica stava per buona parte dell’anno. Ora che fine farà? Rimarrà nella scuola e nel cuore di tutti. Fino ha lasciato quindi i suoi genitori, Piera e Giovanni Battista, il figlio Mattia e la sorella Cristina, ma anche centinaia di amici elbani e di ogni parte del mondo. —

Stefano Bramanti

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