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Il caso 

«Grazie della solidarietà, ma troppi veleni»

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«Grazie della solidarietà, ma troppi veleni»

Preziosi, il giorno dopo l’auto imbrattata e le minacce: sulla discarica sbaglia chi pensa che la partita finisca con la decisione del 22

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PIOMBINO. «Ho sentito tanta solidarietà e devo dire che questo mi ha dato coraggio. Però quello che è successo mi ha convinto ancora di più che un po’ tutti devono abbassare i toni. Perché così non si va da nessuna parte».

Così si esprime Ugo Preziosi, il giorno dopo aver trovato la sua auto imbrattata d vernice nera e con al parabrezza un foglio con su scritto, usando lettere ritagliate dai giornali, «Levati dai coglioni, comunista di merda».

È appena tornato dai carabinieri, dove si è recato per alcuni adempimenti burocratici. L’Arma sta lavorando, e ha iniziato a sentire alcune persone un qualche modo vicine all’ambiente in cui nell’ultimo anno di è mosso Preziosi, per cercare elementi utili all’indagine. Un’inchiesta difficile, ovviamente, vista l’assenza di testimoni e di telecamere nella zona di via Landi dove l’esponente ambientalista la sera prima aveva parcheggiato la sua Panda.

Intanto Cristina Quochi, come Preziosi appena fuoriuscita dal direttivo del Comitato salute pubblica, giudica i danneggiamenti e le minacce a Preziosi «un attacco alla libertà di espressione di ciascuno di noi. Esprimere solidarietà a Ugo oggi significa unirsi in difesa della dialettica democratica e fare muro contro ogni forma di intolleranza e di intimidazione».

Per questo ha organizzato per domenica alle 17 in piazza Cappelletti un incontro, per il quale ha chiesto l’adesione di associazioni, comitati, forze politiche singoli cittadini, «testimonianza collettiva – spiega – e occasione per raccogliere un contributo anche simbolico per risarcire almeno il danno materiale subito da Ugo».

Preziosi spiega che sarà presente all’iniziativa, «ma non voglio soldi, se verrà raccolto del denaro lo donerò a qualche associazione benefica».

La notte è stata agitata, «ho dormito poco – racconta Preziosi – ma questo mi ha dato modo di pensare. In città c’è un clima avvelenato a partire dai tempi della campagna elettorale. Per me occorre unire la città e non dividerla come fa qualcuno. Se andrò a Firenze per la manifestazione del 22? Ci devo pensare, ma credo di sì. Però voglio dire che la partita non finisce il 22, comunque decida la Regione, perché in un caso o nell’altro sono prevedibili ricorsi e battaglie legali, e se anche venisse bocciato l’ampliamento, come mi auguro, chi pensa che la discarica si chiuda in un minuto non ha capito che per farlo in ogni caso ci vorranno molto tempo e molti soldi». —

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