Il Tirreno

unione dei comuni 

Scintille tra il Pd di Suvereto e Assemblea popolare

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suvereto. Letture contrapposte sull’Unione dei Comuni dal coordinamento di Assemblea popolare (Aps) e dal Pd di Suvereto (Us).

«Quando la volevano fare loro, ma senza riuscirci, era una scatola piena, adesso che per iniziativa delle liste civiche si sta finalmente concretizzando, secondo il Pd è una scatola vuota – sostiene Aps –. Questo sostiene il sindaco di Campiglia, e questo è il Pd a Suvereto e in Val di Cornia, pur camuffato sotto altre sigle: questa è la chiara dimostrazione che ragionano per schemi politici, non sulla base dei veri bisogni dei cittadini e del territorio. In una fase in cui la Val di Cornia ha bisogno di politiche di rilancio sull’economia, sui servizi e sull’ambiente, continuano a privilegiare le tattiche di partito. Mentre bisognerebbe far presto, cercano di rimandare». E ancora: «L’approvazione di ordini del giorno a favore dell’Unione dei Comuni da parte dei consigli comunali di Piombino, Suvereto (con astensione di Uniamo Suvereto–Pd) e Campiglia deve costituire la base per passare subito alla fase istitutiva, partendo dagli obiettivi, cioè dalle cose da fare, e dall’assetto organizzativo che dovrà salvaguardare i principi di democrazia, pluralismo e pari dignità tra gli enti locali che ne faranno parte. Il passo successivo dovrà quindi essere quello dell’elaborazione di una bozza di convenzione che in modo concertato, stabilisca i contenuti e la forma dell’Unione, una bozza su cui promuovere nel territorio iniziative di confronto e di partecipazione». Insomma, «L’Unione dovrà rappresentare anche la cornice istituzionale di un nuovo modello di sviluppo della Val di Cornia, sempre più centrato sul patrimonio territoriale e su una vera diversificazione dell’economia».

Il Pd suveretano contesta il metodo. «Fin dagli inizi dello svilupparsi di politiche sovra comunali nella Val di Cornia, a partire dagli anni ‘70, gli strumenti istituzionali vennero dopo la costruzione di una visione del territorio. Il documento proposto da Aps non prevede nulla di tutto questo, ma accelera solo sulla creazione di uno scatolone vuoto». Non ha dubbi il Pd: «Prima di costruire nuovi enti si deve rispondere a una domanda: per fare cosa? C’è bisogno di costruire una visione comune per rispondere alle esigenze di lavoro, di sviluppo e di protezione sociale. Senza una visione comune di cosa fare, l’edificazione di nuovi enti rischia di essere solo una proliferazione di nuove poltrone che non risolve mezzo problema ai cittadini. I cittadini vogliono risposte e non esperimenti di ingegneria istituzionale che interessano gli addetti ai lavori. La stessa questione vale per le politiche Urbanistiche per le quali oggi il Comune di Suvereto invoca un nuovo piano strutturale di area dopo aver chiesto di farne uno con solo San Vincenzo e Sassetta». E ancora: «Sui contenuti c’è il vuoto assoluto, ma anche nei metodi non c’è chiarezza. Aps ha proposto una Unione dei Comuni di palazzo, senza prima indicare un percorso di partecipazione e di coinvolgimento della popolazione». —

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