Sicurezza
Fials pronto a scendere in piazza e attacca i sindacati confederali
piombino. Il sindacato autonomo della sanità Fials ribadisce la sua contrarietà alla unificazione dei presidi ospedalieri di Piombino e Cecina, e preannuncia una manifestazione di piazza «a tutela dei servizi sanitari della Val di Cornia e dei diritti dei lavoratori e dei cittadini». «La nostra non è mai stata una avversione “ideologica”, ci siamo basati sugli atti della programmazione e gli atti di gestione realizzati. Nella programmazione della Usl Toscana Nord Ovest, approvata dalla Conferenza dei sindaci e condivisa da Cgil Cisl e Uil, era già previsto la chiusura del punto nascita di Piombino che poi è stata attuata. Mentre si sono perse le tracce delle realizzazioni dei posti letto in Psichiatria, della implementazione della attività di ortopedia protesica per l’abbattimento delle liste di attesa, dell’incremento delle prestazioni in oculistica e del progetto per la creazione dell’emodinamica. Chi fa la programmazione?» si chiede il Fials. La programmazione dovrebbe essere affidata, in base alla legge 84/2015 alla Conferenza dei sindaci, «ma in maniera del tutto atipica pare invece assegnata esclusivamente al confronto tra direzione aziendale e sindacati confederali. Il Fials dice basta a questo modo non rispettoso della legge; un legittimo confronto con le parti sociali non può essere rappresentato come un momento decisionale sui temi della sanità; siamo in presenza della prosecuzione di una cogestione tra sindacati confederali e direzione aziendale per fiancheggiare e sostenere la maggioranza che governa la Toscana e tutelare posizioni di potere».
Il Fials dice di non accettare la ripetuta esclusione dai tavoli di confronto da parte della direzione aziendale «e per far cessare questa discriminazione presenteremo un ricorso al giudice del lavoro».
Secondo il Fials le perduranti carenze di medici ortopedici, urologi, pediatri «sono attribuibili alla incapacità di programmazione della Direzione della Usl e debbono essere trovate soluzioni rapide per far cessare i disagi dei cittadini della Val di Cornia. Il Punto Nascita deve essere nuovamente aperto con le risorse necessarie a termine di legge e per la sicurezza delle donne». Il Fials ha contestato le soluzioni “tampone” adottate «perché non adeguate alle necessità e a garantire i massimi livelli di sicurezza. Il Fials ha chiesto un incontro sull’argomento ma ad oggi la Usl che parla solo con i sindacati “amici” non l’ha concesso».
Il Fials ha effettuato uno sciopero il giorno 30 luglio per le prestazioni e il numero degli operatori «mentre Cgil Cisl Uil si sono accordati per la temporanea acquisizione di 3 unità medie per presidio (70 unità divise tra 13 ospedali e 10 zone distretto). Il personale costituisce la risorsa più importante e il perdurare delle attuali carenze produce riduzione dei servizi e orientamento dell’utenza verso i privati». Il sindacato si dice preoccupato per il superbatterio New Delhi per i ritardi con cui si è mossa la Usl. «Il Fials chiede di conoscere le misure adottate dalla USL con particolare riferimento alle modalità di isolamento dei degenti e alla protezione dei lavoratori. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google