La manifestazione
Comune, le osservazioni restano tecniche
Riccucci: «La posizione della maggioranza non è chiara, così come l’indirizzo che si vuole dare al territorio»
san vincenzo. Il tempo stringe. Dopo il 20 ottobre non sarà più possibile presentare osservazioni al Piano regionale cave e Paolo Riccucci, consigliere di San Vincenzo Futura, esorta le parti a far presto, denunciando il silenzio dell’amministrazione.
«La posizione della maggioranza non è chiara – ha detto ieri Riccucci durante la riunione della prima commissione, da lui presieduta – Così come non è chiaro l’indirizzo che si vuol dare a questo territorio. Il Comune presenterà osservazioni tecniche al Piano, ma queste non sono sufficienti. Ci deve essere una presa di posizione politica e spero che sia possibile trovare un punto d’incontro. Chiedo, per questo, che sia convocato d’urgenza il consiglio comunale, così da capire se è possibile raggiungere un’unione di tutte le forze politiche, come è successo a Campiglia Marittima». Un appello, questo, che in commissione è caduto nel vuoto. Sono state tuttavia illustrate le osservazioni che il Comune presenterà in Regione.
Il Piano cave, lo ricordiamo, è lo strumento di pianificazione territoriale che disegna il quadro delle attività estrattive toscane. Adottato dal consiglio regionale il 31 luglio, il documento dovrà tornare in assemblea per l’approvazione definitiva. Nel frattempo, fino al 20 ottobre, enti e associazioni possono presentare alla Regione eventuali richieste di modifica o integrazioni. Il Comune di Campiglia, così come Castagneto e Suvereto, ha già detto no a nuove concessioni e punta all’esaurimento dei quantitativi autorizzati, perché ritiene che quello legato alle attività estrattive sia un modello di sviluppo non più percorribile. Crede, d’altra parte, che i posti di lavoro possano essere tutelati anche con la diversificazione delle attività.
Sulla necessità di salvaguardare l’occupazione, in realtà, sono tutti d’accordo. «Deve essere la priorità», ha affermato, ad esempio, Luca Cosimi, consigliere di Svoltiamo San Vincenzo. Le osservazioni di San Vincenzo, d’altra parte, si concentrano principalmente su questioni di natura tecnica. Il Comune, ad esempio, chiede che non sia preso come riferimento un periodo di vent’anni per la definizione dei quantitativi di calcare da estrarre, ma che si pensi a una tempistica più realistica. Il concetto di “fabbisogno”, poi, è considerato troppo generico e si chiede di far riferimento alla domanda di materiale e alla sua destinazione d’uso. Per quanto riguarda gli ampliamenti, inoltre, il Comune esorta la Regione a tener presente la percentuale di materiale estratto e il contesto in cui la cava si colloca. C’è poi un’osservazione che riguarda il sito di Broccatello, a Castagneto: in questo caso il Comune chiede che si impedisca il transito dei mezzi pesanti lungo le strade dell’Acquaviva.
In commissione il capogruppo di San Vincenzo c’è, Dario Ginanneschi, non si è sbilanciato. L’assessore Massimiliano Roventini, d’altra parte, qualche tempo fa ha detto al Tirreno che il Comune non avrebbe presentato osservazioni in merito ai perimetri di estrazione, «data l’ininfluenza della previsione rispetto alla cava esistente e autorizzata». Ma ciò che San Vincenzo Futura vuole sapere è l’idea di sviluppo complessiva che riguarda il territorio. «L’amministrazione – ha detto Riccucci – vuole che San Vincenzo sia distretto regionale delle cave o no? Vuole un futuro basato sulle attività estrattive o no?». —
Claudia Guarino
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google