Italia
Pronto allo strappo politico il Pd di San Vincenzo
san vincenzo. La segreteria Pd di San Vincenzo parte da una premessa: «Il coordinamento della Federazione del Pd Val di Cornia-Elba, guidato dalla presidente della assemblea territoriale Michela Cecchi, sta gestendo una fase delicata e difficile per il nostro partito in questo territorio. Per spirito di servizio e per queste ragioni di eccezionalità i sindaci e i capigruppo di tutti i comuni si sono messi a disposizione per assumere, temporaneamente, una funzione politica entrando a far parte di questo organismo». Da qui parte la netta presa di distanze dalla linea sposata dalla sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati rispetto alla costituzione dell’Unione dei Comuni della Val di Cornia.
«Idea avanzata dalle liste di destra e civiche della Val di Cornia «definita dal coordinamento provocatoria». Insomma, la posizione del Pd «era chiara: prima discutiamo delle cose, prima affrontiamo i nodi di grande divisione che ancora ci sono e poi dopo discutiamo su quali sono gli strumenti istituzionali più adatti».
Infatti i gruppi consiliari del Pd e del centro sinistra di Piombino e Suvereto «si sono attenuti a questa impostazione votando contro ad ordini del giorno che impegnano le giunte alla realizzazione “in tempi rapidi” di un nuovo ente pubblico che rischia, in queste condizioni, di essere solo una scatola vuota lontana dagli interessi dei cittadini». A Campiglia, invece, la maggioranza di centro sinistra ha votato a favore della realizzazione dell’Unione dei Comuni, sostenuta anche dall’opposizione. «Posizione che riteniamo incomprensibile perché è diametralmente opposta a quella espressa dal Coordinamento territoriale del Pd di cui, peraltro il sindaco di Campiglia fa parte. Una posizione che divide il già fragile Pd della Val di Cornia e che rafforza le liste a noi avverse su una impostazione che ritenevamo fino a dieci giorni fa profondamente sbagliata nel merito di come veniva posta. È evidente che di fronte a questo scenario non potranno non esserci delle conseguenze e delle valutazioni da fare sia sul piano politico che istituzionale».
La segreteria Pd sanvincenzina annuncia che è in corso la riflessione politica «se a queste condizioni e con questa prospettiva abbia senso la nostra permanenza nella Federazione del Pd Val di Cornia-Elba». Ma va oltre. «Sul piano istituzionale è evidente che occorrerà riflettere sulle modalità di adesione di San Vincenzo alle società partecipate insieme agli altri Comuni, in uno scenario che rischia di assumere altri connotati». E aggiungono: «In ogni caso, al di la degli aspetti istituzionali che riguardano i sindaci, è evidente che siamo di fronte a un problema politico di non poco conto che rischia di indebolire ulteriormente il partito nel nostro territorio. Riteniamo incomprensibile che il Comune di Campiglia preferisca tenere un rapporto diretto con la sua minoranza consiliare e con il sindaco di Piombino anziché raccordarsi con San Vincenzo, non solo per ragioni politiche ma anche per una Val di Cornia più larga e forte». Errori come questo in Val di Cornia hanno determinato per il Pd «la perdita di consensi in molti comuni. Invece di cercare di tenere unito, confrontandosi, discutendo ma per un obiettivo comune si continua a pensarla individualmente e per correnti». San Vincenzo ha una sua storia di maggiore autonomia, «ma di fronte allo sconvolgimento politico che è accaduto in Val di Cornia sarebbe sensato tenere insieme, in una prospettiva più generale, innanzitutto le amministrazioni guidate dal centro sinistra, ma si è scelta un altra strada – sottolinea la segreteria Pd –. È chiaro che, questa volta l’alibi di San Vincenzo “autonomista” rispetto alla Val di Cornia non potrà essere utilizzato da nessuno come avveniva nel passato. Questa volta le responsabilità di questa grave rottura sono evidenti e andranno ricercate altrove. Ad oggi non possiamo accettare un documento dove si parla di Unione dei Comuni con queste credenzialità, facendo fare un salto nel vuoto ai nostri cittadini». —
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