Gioco
Le voci degli studenti elbani per la tutela delle tartarughe
Un video su Youtube con i ragazzi che parlano della prima nidificazione a Campo Legambiente: «Da allora non è più accaduto, occorre più tutela per il nostro mare»
PORTOFERRAIO. È finito su Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=aPAk2GCPzMA) promosso da parco nazionale, Istituto Giusti di Marina di Campo e Legambiente che esalta l’Elba come casa in mezzo al mare per le tartarughe marine. Un video-documentario a difesa della Caretta Caretta. Tutto prende le mosse dalla straordinaria nascita di centinaia di carapaci sbucati all’improvviso dalle sabbie elbane, battute all’epoca dai consueti turisti estivi. L’eccezionale evento oggi continua a far parlare di sé attraverso un documentario a difesa delle tartarughe marine. «La Caretta Caretta – si legge nel comunicato - ormai simbolo totemico della lotta per la salvaguardia del mare e degli oceani, è oggi una specie vulnerabile a causa di un principale attore protagonista: l’uomo. In 150 anni abbiamo infatti prodotto 8,3 miliardi di plastiche, 6,3 dei quali sono rifiuti: bottiglie, sacchetti, imballaggi, stoviglie e cannucce finiscono negli oceani, dove hanno già creato grandi ammassi, e minacciano la fauna marina, finendo nella catena alimentare». Allora bisogna incominciare a proteggere. Il primo passo da compiere è proteggere i nidi di fronte alla scellerata e insensata azione di inquinamento dell’uomo. Salvare la natura è salvare l’uomo. Quando una specie muore, quel manuale va perduto. In questo senso stiamo razziando una biblioteca: la biblioteca della vita. Ecco allora che il video propone semplici ma determinanti procedure da seguire in caso di individuazione di un nido di tartarughe, queste ultime affidate alle voci degli alunni elbani: «Ci è sembrato giusto che fossero i giovanissimi di Marina di Campo, dove c’è stata la prima ed eccezionale nidificazione della tartaruga Federica, a spiegare come bisogna comportarsi in caso di avvistamento di una tartaruga o delle sue tracce», spiega Isa Tonso di Legambiente arcipelago toscano, che aggiunge: «I giovani ci sembrano i più adatti a trasmettere un messaggio con una forte carica emozionale come può essere l’avvistamento di una tartaruga marina. Ringraziamo il professore Michele Intorcia che è riuscito a coinvolgere fortemente i ragazzi e Alessandro Paolo Lombardo che ha montato il video». E proprio Lombardo, critico d’arte e giornalista, dice che la nascita delle tartarughine a Straccoligno ha consegnato all'Elba e al Paese una delicatissima poesia. Mantenere questo “lirismo” significa per l’Elba progettare il futuro di un turismo sempre più responsabile e consapevole della fragilità del pianeta e delle specie viventi. Sulle spiagge, come Fetovaia, è alta la sensibilizzazione in caso di nidificazione delle tartarughe. Occorre quindi creare un fronte compatto per la tutela ambientale che germoglia all’Elba. Ma da un paio d’anni, però, nessuna tartaruga marina ha scelto l’Elba per nidificare. Effetto forse della stessa antropizzazione (pesca, rotte navali, e persecuzioni) che ha portato a questo fenomeno. «Mi piace pensare – ha concluso IsaTonso - che almeno una delle nostre tartarughe abbia nidificato in qualche spiaggetta selvaggia a nostra insaputa». —
L.C.
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