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Unione dei Comuni il consiglio si divide

Michelangelo Pasquinelli
Unione dei Comuni il consiglio si divide

L’ordine del giorno passa con i voti della maggioranza L’opposizione: «Prima serve una visione concertata»

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suvereto. È tornata in auge in Val di Cornia la costituzione dell’Unione dei Comuni, non tralasciando di considerare ambiti ancora più vasti. Portabandiera ora sono le amministrazioni di Piombino e Suvereto per assonanze politiche. Qui il Pd è opposizione e anche dov’è maggioranza, ovvero a Campiglia, San Vincenzo e Sassetta mette sul tavolo dei distinguo preferendo affrontare prima un dibattito sulle competenze e sulle linee guida, prima di passare alla struttura organizzativa.

Questo è il succo della discussione anche nel comune di Suvereto con la maggioranza che ha approvato la mozione presentata dal sindaco Jessica Pasquini e sostenuta dal capogruppo di Assemblea popolare Simone Donnoli, con Uniamo Suvereto che invece si è astenuto. La maggioranza ha ricordato la vecchia esperienza del Circondario interrotta nel 2010, un tempo «all’avanguardia nella sovracomunalità», con la realtà socioeconomica della zona che necessiterebbe di interventi regionali e statali difficilmente intercettabili dai singoli comuni. Lo scopo è anche di realizzare «economie amministrative e una più efficace gestione delle risorse, oltre alla riunificazione dei due diversi processi di pianificazione urbanistica presenti nello stesso comprensorio, vincolando tutti i comuni per tutti i temi di rilevanza strategica come rifiuti, acqua, politiche sociali, sanità, ambiente e trasporti».

Per l’opposizione Cristina Solignani e Luca Dell’Agnello hanno motivato la loro astensione: «Siamo a favore di una sovracomunalità del fare e non della burocrazia, per questo – affermano – non possiamo approvare il documento di Assemblea popolare. La Val di Cornia ha una lunga tradizione di politiche sovracomunali a partire dalla fine degli anni ‘70, con una snella Associazione intercomunale, lungimirante e innovativa preceduta da una comune visione del territorio con il coordinamento degli strumenti urbanistici, mentre gli strumenti istituzionali vennero dopo. La politica territoriale – proseguono – si è ridotta anche per la condotta del Comune di Suvereto che, dopo aver redatto un piano strutturale con Piombino e Campiglia a metà degli anni 2000, si è confinato in un isolamento durante la scorsa legislatura, salvo chiedere, all’ultimo minuto, di poter elaborare un piano strutturale con San Vincenzo e Sassetta per evitare il blocco degli strumenti urbanistici, contribuendo alla frammentazione della Val di Cornia». E proseguono: «L’Unione dei Comuni significa costruire un nuovo ente pubblico con un presidente che riscuote quanto il sindaco del Comune capoluogo, assessori, assemblea di consiglieri, una struttura di tecnici e funzionari, oltre all’utilizzo part-time di dipendenti dei comuni».

Insomma Us è per realizzare un piano strutturale della Val di Cornia ma lo ritengono più praticabile con San Vincenzo e Sassetta con un successivo riallineamento con Piombino e Campiglia. «C’è bisogno di dare risposte, non di perdere inutilmente tempo con la costruzione di scelte tutte politiche che interessano gli addetti ai lavori, rischiando – concludono – di creare un ente che non sia in grado di esprimere alcuna volontà comune, ma solo quella imposta dal Comune più forte». —

Michelangelo Pasquinelli



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