Il Tirreno

piombino 

Stretta del Comune sull’evasione rifiuti

Manolo Morandini
Stretta del Comune sull’evasione rifiuti

Piombino, rafforzata la squadra dei dipendenti a caccia di furbetti. Ferrari promuove il progetto dell’amministrazione Giuliani

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Continuare nel solco della precedente amministrazione comunale. È l’indicazione che dà la giunta di Francesco Ferrari, sottolineando l’esigenza di marciare con un passo più deciso, nel contrasto all’evasione della tassa sui rifiuti, per non incappare nella prescrizione quinquennale. La promozione del progetto, messo in campo dal predecessore Massimo Giuliani, si legge tra le righe della delibera di giunta numero 279 del 4 settembre.

Il titolo del documento non rivela il contenuto: “Ulteriore integrazione Piano triennale del fabbisogno di personale”. Ma per chi ha l’ardire di approfondire il giudizio sul recente passato si palesa nero su bianco: “È in atto un progetto volto al recupero dell’evasione/elusione in materia di Tari che ha permesso di non aumentare le relative tariffe per l’anno 2019 di circa il 2% per le utenze domestiche e di circa l’1% per le utenze non domestiche”, si legge nell’atto di giunta.

Dal 2016 la riscossione della tassa sui rifiuti è tornata di competenza dei Comuni. E il contrasto all’evasione, oltre che rappresentare un aspetto di equità, è soprattutto un obbligo. Non farlo, significa esporsi alla contestazione di danno erariale. Quindi non ci sono margini per tentennamenti e anche le strade per centrare l’obiettivo non sono poi molte.

Nel caso di Piombino ad aprile il conto della Tari evasa o elusa recuperata superava un milione di euro. A pagarlo sono stati 250 evasori totali e altrettanti parziali scovati dal controllo delle utenze non residenti. In tutto sono 6.800 le utenze non residenti e nelle mille verificate è stata scovata una platea di furbetti che promette, statistica alla mano, di portare a cifre ben più importanti. Un mondo sommerso. Cresciuto negli anni in cui a non pagare si rischiava ben poco. Poi le regole dal 2016 sono cambiate.

Che cosa c’è nelle pagine della delibera di giunta del 4 settembre? Oltre a prendere atto della validità dell’azione di recupero messa in campo dall’amministrazione Giuliani si fa un passo in avanti. “Attraverso un incremento temporaneo del regime part-time a 30 ore settimanali fino al 31 agosto 2020 – si legge –, per potenziare l’azione di recupero ed evitare quanto più possibile il maturare della decadenza quinquennale del potere di condurre accertamenti d’ufficio”. Sono due i dipendenti a part-time che sono interessati dal provvedimento, in un caso si passa 25 a 30 ore settimanali e nell’altro da 18 a 30. Più ore di lavoro per cercare di venire a capo della pila di cartelle e posizioni da verificare prima che dopo cinque anni i tributi evasi o elusi non possano più essere richiesti. L’attività è portata avanti dall’unità Tributi della Società Gestione Servizi Srlu, azienda in house a totale partecipazione pubblica del Comune di Piombino.

Un filone d’oro.Si parte dal 2013 quando ancora c’era la Tares e dal 2014 fino al 2017 per la Tari. Mentre il 2018 per legge non deve essere accertato, all’utente viene inviata la bolletta senza sanzioni e interessi. La geografia degli immobili censiti in città conta 16.000 prime case, 2.000 case vuote e 2.500 attività produttive. E in termini di utenze quello dei 6.800 non residenti è il faldone più piccolo. —
 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze