Il Tirreno

campiglia marittima 

Museo della Rocca e forni fusori «Stiamo lavorando per poter riaprire»

Annalisa Mastellone
Museo della Rocca e forni fusori «Stiamo lavorando per poter riaprire»

La replica della sindaca Ticciati all’interpellanza del Psi «Vogliamo valorizzare il nostro patrimonio culturale»

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campiglia. «La volontà dell’amministrazione di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale di Campiglia non può essere messa in dubbio e rappresenta un punto fondamentale del nostro programma politico». A ribadirlo sono sindaco e giunta in risposta all’interpellanza all’ultimo consiglio comunale di Lido Andreoni, Psi, «sullo stato di abbandono» del Museo della Rocca di Campiglia e dei forni fusori di Fucinaia. «Un’opportunità mancata per l’amministrazione di valorizzare le emergenze storiche e archeologiche» aveva sottolineato il consigliere socialista. «Come dichiarato in altre occasioni, siamo già al lavoro per riaprirli» precisa Alberta Ticciati. Il Museo della Rocca aprì nel 2008 per esporre alcuni reperti archeologici ritrovati con gli scavi dell’università di Siena e per rendere visitabile il cassero medievale del castello. La gestione, con contributo economico, fu affidata alla Parchi Val di Cornia, che lo inserì nel circuito turistico. Nei sei anni in cui il Museo è rimasto aperto, il numero medio annuo di visitatori si è aggirato intorno alle 1.400 unità, con una punta di 2.700 unità nel 2011. Come spiegato nella risposta, l’ammontare del contributo versato dal Comune è andato progressivamente diminuendo, di anno in anno, di pari passo con la riduzione dell’orario di apertura del museo da parte della Parchi. Nel 2013 era di circa 18mila euro l’anno, mentre nel 2014 era sceso a 13.152 euro. «Nel 2014 – spiegano -, l’amministrazione comunale decise di non rinnovare l’affidamento della gestione alla Parchi, ritenendolo troppo oneroso rispetto all’insufficiente orario di apertura e per le complesse dinamiche tra gli enti locali relativamente agli accordi per la contribuzione. Per qualche tempo il museo fu gestito direttamente dal Comune che riuscì a garantirne solo sporadicamente l’apertura, dopodiché la struttura è rimasta chiusa e lo è tuttora. Attualmente il museo si trova in condizioni di conservazione abbastanza buone, avendo bisogno solo di qualche piccolo intervento di manutenzione, e pulizia di locali, vetrine e pannellistica. Stiamo quindi lavorando per ripristinare al più presto la struttura con l’obiettivo di riaprirla al pubblico e inserirla in un circuito museale unico comunale». Nel circuito museale comunale entrerà, una volta ripristinato, anche il sito archeologico dei forni fusori di Fucinaia. «Stiamo lavorando a un progetto di riqualificazione dell’area – è la replica – con la partecipazione di un soggetto privato, già individuato, che sostenga le spese per gli interventi di consolidamento degli antichi manufatti e e la riapertura al pubblico». Occorrerà prima procedere all’acquisizione dell’area archeologica nella proprietà Del Mancino, che si è scoperto non essere del Comune, che potrà comunque far valere i diritti che vanta sull’area avendola manutenuta e gestita per decenni senza altra rivendicazione del possesso. —

Annalisa Mastellone

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