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sanità 

Punto nascita, si ritenta la via della deroga ministeriale

V.P.
Punto nascita, si ritenta la via della deroga ministeriale

La direzione Asl ne ha dato notizia ai sindacati durante l’ultimo incontro, entro fine anno concluso l’accorpamento tra gli ospedali di Cecina e Piombino

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PIOMBINO. Deroga sul punto nascita: la direzione Asl ha perfezionato la documentazione necessaria a sostenere una nuova richiesta.

Adesso tutto tornerà al ministero che dovrà esprimere il parere definitivo sulla possibilità di svincolare il reparto dalla soglia minima dei 500 parti/anno necessari. La strada dovrebbe essere resa meno tortuosa dal progetto di potenziamento strutturale del reparto, necessario per l’accreditamento.

L’informazione è stata fornita ai sindacati nel corso dell’incontro di mercoledì con la direzione. Il terzo di un percorso imboccato dopo la delibera regionale del luglio scorso sul rafforzamento di Villamarina e la nascita dell’ospedale unico Valli Etrusche.

«Resta il fatto che Regione e Azienda insistono sulla necessità della riapertura del punto nascita e che sono stati destinati i necessari finanziamenti per mettere a norma il percorso verso la sala parto con la realizzazione di una stanza operatoria dedicata all’interno del reparto», afferma Paolo Camelli (Uil funzione pubblica provinciale).

Nella riunione è stato confermato che dal primo gennaio 2020 si passerà alla classificazione in Ospedale di primo livello del nuovo ospedale Valli Etrusche (presidio di Cecina più presidio di Piombino). Per Camelli si tratta di un passaggio sostanziale perchè lo equiparerà agli altri presidi più importanti della Usl nord ovest.

Nel documento che l'azienda invierà in Regione sono elencate azioni che mirano ad una crescita in quantità e qualità dei servizi ai cittadini nel territorio che va da Rosignano a Piombino. Un elemento, questo dell’uniformità delle prestazioni, ripreso dal consigliere regionale Gianni Anselmi per il quale l’ospedale unico è una opportunità che dovrà basarsi sul concetto di rete. Di una rete che sta in piedi se, attraverso una programmazione equilibrata, entrambi i presidi saranno efficienti e non uno subalterno all’altro.

In particolare su Piombino si prevede la trasformazione delle UOS di otorino-oculistica-urologia-oncologia in Unità operative dipartimentali aventi pari dignità rispetto a quelle che si ritrovano negli ospedali di Livorno, Pontedera, Viareggio, Lucca e Massa. «In questo quadro - riprende Camelli - è in atto il concorso per acquisire 3 nuovi ortopedici».

Altro elemento sottolineato dal sindacalista è quello del potenziamento dell'area medica con la valorizzazione di pneumologia, diabetologia,reumatologia (di questa parte si discuterà nell'ultimo confronto che i sindacati avranno in Regione). E ancora, la predisposizione del progetto di fattibilità per il nuovo Pronto sccorso, il modulo di 10 posti letto di psichiatria e la realizzazione di 4 posti letto di Hospice.

Il sindacalista parla di un percorso importante che permetterà di monitorare lo sviluppo e l'attuazione del progetto su Piombino e sull'ospedale unico.

Ora il documento sarà consegnato all'assessore regionale Stefania Saccardi da cui i sindacati aspettano una convocazione. Intanto, la Uil parla di quadro cambiato in profondità e del passaggio da una fase depressiva dei servizi ad un loro sviluppo.

«Ci sarà - chiude Camelli - da verificare l'opinione della Conferenza dei Sindaci. Ci attendiamo il massimo impegno delle istituzioni locali per non compromettere o perdere una positiva occasione». —

V.P.

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