Gioco
Italia Nostra sul nuovo porto: «Stesso progetto già bocciato»
«12 anni fa il Consiglio superiore dei Lavori pubblici disse di no a quei lavori che ora vengono di nuovo proposti. Occorre un percorso che coinvolga tutti»
PORTOFERRAIO. «Italia Nostra sfonda una porta aperta. La nostra amministrazione, fin dai primissimi giorni dal suo insediamento, si è dichiarata disponibile e aperta al dialogo, al confronto con le associazioni di categoria, con la gente, per una gestione della cosa pubblica condivisa». Risponde in questa maniera Leo Lupi, assessore ai Lavori pubblici, a Italia Nostra che, attraverso il comunicato della sezione Arcipelago Toscano, è tornata sul progetto dell’Autorità di Sistema Portuale relativo alla riprofilatura delle banchine, dei pontili esistenti e del nuovo approdo pesca nel capoluogo elbano. Gli ambientalisti, senza mezzi termini, avevano affermato: «Il progetto formulato dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Settentrionale riguardante Portoferraio deve essere fermato». E portavano una serie di argomenti a sostegno della tesi. «Attualmente – puntualizza sempre Leo Lupi - siamo in una fase di progettualità di un sistema portuale che meglio risponda ai bisogni di crescita e sviluppo della nostra Isola. Niente è stato deciso. Anzi la discussione è tutt’ora aperta a qualsiasi intervento che si voglia confrontare sul tema. Italia Nostra e con lei qualsiasi altra associazione deve sapere che siamo pronti a dibattiti sull’argomento. Noi siamo i primi che intendiamo stimolare la cittadinanza al confronto, per addivenire a soluzioni che vadano dritte verso l’interesse della Città. I nostri concittadini non vogliono in banchina le grandi navi da crociera? Bene. Lo dicano chiaramente. Vedremo di dotarci di soluzioni alternative, sempre in concerto con gli amministrati».
La sezione di Italia Nostra solleva questa obiezione. Il progetto dell’Adsp, di cui tanto oggi si parla, è del 2006. «A distanza di 12 anni – aggiunge - l'Autorità portuale reitera la proposta di realizzare gli interventi sui quali lo stesso Consiglio superiore dei Lavori pubblici nel 2007 li aveva giudicati inammissibili. E oggi cosa fa? Li ripropone, ricorrendo all’Adeguamento tecnico funzionale (Atf), che è previsto nei casi in cui le modifiche introdotte “non alterano in modo sostanziale la struttura del piano regolatore di sistema portuale in termini di obiettivi, scelte strategiche e caratterizzazione funzionale delle aree portuali, relativamente al singolo scalo marittimo».
Ma l’Atf, secondo gli ambientalisti, non è uno strumento che si può sempre utilizzare. Deve essere valutato caso per caso.
«Per cui – conclude - come abbiamo avuto modo di rappresentare al sindaco di Portoferraio nell’incontro del mese scorso, il porto di Portoferraio è elemento centrale della comunità isolana e prima di dare il via a un progetto così irresponsabile è necessario riaprire il confronto». Ma è esattamente quello che vanno dicendo gli amministratori.
Alla fine Italia Nostra chiede che l’operazione messa in atto dall’Autorità portuale debba essere rivista e incanalata in un percorso trasparente e condiviso con tutti i soggetti interessati, a partire dalle comunità locali. «L’obiettivo – conclude – resta quello di individuare, valutare e confrontare le possibili alternative al progetto presentato in modo da soddisfare al meglio le esigenze e gli interessi del territorio». —
Luigi Cignoni
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