C’è il sì all’Unione dei Comuni ma senza i piani urbanistici
La maggioranza elimina i riferimenti alla pianificazione dal testo del Gruppo 2019 L’ordine del giorno impegna la sindaca Ticciati a dare avvio al procedimento
campiglia. Sì all’Unione dei Comuni. Perché in un contesto come quello attuale, contraddistinto da una crisi economica che stenta ad allentare la sua presa, diventa essenziale portare avanti una strategia di pianificazione territoriale condivisa, in grado di garantire una gestione più efficace delle risorse di cui la Val di Cornia dispone. Ecco, a grandi linee, conclusione e premesse dell’ordine del giorno approvato il 9 ottobre dal consiglio comunale di Campiglia Marittima con l’astensione dei due consiglieri del gruppo Marconi sindaco.
Il consiglio, dunque, ha espresso l’indirizzo politico amministrativo volto «a realizzare, nel più breve tempo possibile, l’Unione dei Comuni della Val di Cornia» e ha impegnato la sindaca ad avviare «il procedimento di formazione dell’Unione, insieme agli altri Comuni interessati». L’ordine del giorno, con alcuni contenuti aggiuntivi, era stato presentato originariamente dal Gruppo 2019, ma alla fine il consiglio ha approvato l’atto firmato da Campiglia Comune che, di fatto, ha recepito il documento della forza d’opposizione, apportando dei cambiamenti.
Sono state eliminate, nello specifico, le parti che facevano riferimento all’impegno di riunire la pianificazione urbanistica dei Comuni della Val di Cornia. Il Gruppo 2019 ha accettato le modifiche, ma il capogruppo Nicola Bertini ha invitato i presenti «a trovare, in futuro, un modo per dare mandato al sindaco affinché si impegni anche in questo senso». Ricordiamo che a fine settembre le forze politiche di maggioranza di Piombino e Suvereto e quelle di opposizione di Campiglia Marittima e San Vincenzo hanno lanciato l’idea di un nuovo patto territoriale per i Comuni della Val di Cornia. Quello che inizialmente era un documento è stato trasformato in atti amministrativi che saranno sottoposti, tramite la presentazione di ordini del giorno o mozioni, all’attenzione dei consigli comunali dei Comuni del territorio.
A Campiglia l’Unione dei Comuni ha incassato un ok quasi trasversale. Cosa differente è accaduta a Piombino. In quel caso la mozione, presentata in consiglio dai gruppi che sostengono il sindaco Francesco Ferrari e poi emendata, è stata approvata con i voti della maggioranza e con quelli del Movimento 5 stelle. I consiglieri di Partito democratico e di Con Anna per Piombino hanno detto no, mentre Rifondazione comunista si è astenuta. A Piombino, inoltre, a differenza di ciò che è successo a Campiglia, la mozione approvata ha mantenuto la parte in cui figura l’impegno del sindaco a «riunire la pianificazione urbanistica dei Comuni della Val di Cornia». Dopo Piombino e Campiglia è il turno di San Vincenzo e Suvereto. In quest’ultimo Comune la mozione sarà presentata dalla maggioranza mentre a San Vincenzo il gruppo consiliare San Vincenzo Futura porterà la questione all’attenzione del prossimo consiglio comunale, la cui data di convocazione non è ancora stata stabilita. –
Claudia Guarino
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