Il Tirreno

bomba ecologica 

Al via le operazioni per ritrovare le ecoballe sui fondali di Cerboli

Manolo Morandini
Al via le operazioni per ritrovare le ecoballe sui fondali di Cerboli

63mila chili di rifiuti di plastica a -50 metri, persi nel luglio 2015 dalla nave cargo IVY

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Il 28 agosto a Capo Calvo, zona Capoliveri, è affiorata l’undicesima ecoballa di Css (combustibile solido secondario) del carico finito sui fondali in prossimità dell’isolotto di Cerboli a luglio 2015 dal cargo IVY, che all’epoca batteva bandiera delle Isole Cook. Si stimano 63.000 chili di plastica di vario genere. Una bomba ecologica, innescata da quattro anni. Tra silenzi e inerzia, non senza fatica, dopo quattro anni arriva un segnale di attenzione all’ambiente marino. Da lunedì 14 ottobre prenderanno avvio le operazioni che dovranno condurre al recupero delle ecoballe.

Il primo passo sarà quello di capire dove si trovano questi blocchi di grosse dimensioni in cui si compattano i rifiuti solidi urbani una volta trattati perché diventino combustibile derivato dai rifiuti (Cdr), in particolare quelli a base di materie plastiche, vengono ridotti in pezzi, quindi aggregati in grandi blocchi compattati in strati di pellicola plastica, le ecoballe appunto.

Il contrammiraglio Aurelio Caligiore, nominato commissario straordinario del Governo - il decreto del Presidente della repubblica del 25 giugno 2019, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 174 del 26 luglio - ha dato mandato al 5º Nucleo subacquei della Guardia costiera di Genova di iniziare le attività di ricerca e geolocalizzazione del materiale disperso in un’area di forma quadrangolare, che ha un’estensione stimata di circa 25 miglia nautiche quadrate.

In questa prima fase di ricerca, il personale specializzato dellle Capitanerie di porto utilizzerà un side scan sonar, un moderno apparato che è in grado di operare su una fascia di copertura di circa 300 metri di ampiezza e che dovrebbe consentire di acquisire una posizione approssimativa dei rifiuti presenti sul fondale marino.

Quella bomba ecologica nei fondali, in corrispondenza di Cerboli, a una profondità di circa -50 metri, è stata più volte visitata. Lo hanno fatto i tecnici dell’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana (Arpat). Nel marzo 2016 i risultati dei campionamenti vengono inviati alla Guardia costiera. Non è rilevato rilascio di sostanze tossiche o concentrazioni oltre i limiti di metalli pesanti. Ma il pericolo è nella natura stessa di quei materiali. Balle di Css che non nascono per la tenuta subacquea.

L’area della ricerca è stata più o meno individuata a distanza di qualche mese dalla dispersione del carico, quando a dicembre 2015 sono state fatte immersioni dai militari del nucleo subacqueo della Guardia costiera. Adesso si tratta di fare una scansione del fondale. E dopo l’uso del side scan sonar p er l’esatta localizzazione delle ecoballe nei giorni successivi sarà utilizzato un remote operative veichle, un apparecchio che è in grado di effettuare anche riprese video in alta definizione. E ciò servirà a capire il danno subito da quegli involucri rimasti per quattro anni in acqua, esposti all’erosione del mare e delle correnti e all’azione della pressione che si scarica per 5 chili a centimetro quadrato a quelle profondità.

L’obiettivo finale è quello di acquisire, con la massima precisione, le coordinate geografiche, latitudine e longitudine, e la quota a cui si trova ciascuna ecoballa.

La localizzazione del materiale plastico disperso sui fondali del Golfo di Follonica è solo la prima fase di un’attività complessa che dovrà condurre al recupero, lo stoccaggio a terra e lo smaltimento delle ecoballe.

Per lo svolgimento delle sue funzioni, ai fini della salvaguardia dell’ambiente marino e costiero, il commissario straordinario Caligiore, che è capo del reparto Ambientale marino delle Capitanerie di porto, si avvale di una propria struttura, con sede al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, costituita da figure professionali altamente qualificate, tra le quali si segnalano esperti in materie giuridico-amministrative, tecnici nel settore della prevenzione ambientale messi a disposizione dall’Arpat, e personale della Marina militare italiana specializzato nella localizzazione di bersagli subacquei. —

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