Sicurezza
Salivoli: qualità e benessere dal commercio alla palestra
Quartiere che non vuol essere più solo dormitorio, ma un affaccio su mare e bosco. Il farmacista Viti, presidente del Centro commerciale naturale: c’è molto da offrire
PIOMBINO. Salivoli, quartiere che non vuol essere più solo dormitorio, per qualcosa come 6-7 mila persone. Che sta imparando ad amare il suo mare e l’affaccio sul bosco del Promontorio sempre più frequentato da un crescente numero di biker; fa pensare una famiglia neo zelandese che si è rivolta all’Rta Marina di Salivoli già attrezzata di cartine dei sentieri fino a Baratti. Salivoli dove si creano profitti e lavoro “producendo ” benessere: dagli angoli di musica e tempo libero Yama Bar lugomare o Gattarossa Calamoresca, fino a Morphè Fitness, Wellness & Lab. Star bene declinato nei prodotti super Doc di negozi in perfetta convivenza col supermercato: il macellaio Bellini, la Chiccheria, Romeo Formaggi. Vale l’eccellenza che premia clienti e commercianti. Più che resistere insomma.
Si parte da quello che un tempo (anni Cinquanta) era il nucleo dei negozi col quartiere in crescita attorno alla chiesina di Salivoli realizzata dall’Immacolata (parrocchia San Giuseppe Artigiano con don Vito Latini dal 1965 ndr). Dunque dove c’erano la Coop davanti ai giardini di piazza Lega, Centro Spesa dov’è ora il quartiere. Un’era di negozi persino nella piazzetta dei Diaccioni : supermercato, parrucchiera, sartoria, tabaccaio, bar pizzeria (fino al 1994).
Nel primo tratto di lungomare Marconi, lato marciapiede di fronte a piazza Lega la macelleria di Giovanni Bellini: «Qui dagli anni Cinquanta, col mio babbo Mauro – dice Giovanni – Ho cominciato presto ad aiutarlo. Gli ho dato il cambio dietro il banco nel 1982. Negli anni ho visto cambiare tutto, nelle famiglie non si mangiano più piatti poveri, spezzatino, lesso... ma bistecche, filetto, controfiletto sempre pregiati. In tanti si rivolgono al supermercato per spendere meno. Difficile andare avanti, ci vuole tanta passione che non mi manca...». Resistere dopo la prima vera grande rivoluzione con l’avvento della maxi Coop in piazza Berlinguer nel 1988, tutt’altro che semplice, per tutte le tipologie di mercato.
Superato il giardino per i Caduti nei lager Nazifascisti, la Chicchieria, dov’è imperdibile la fila serale dei bomboloni ogni giovedì d’estate con Salivoli di sera. «Anche quest’anno – sorride Alessandra Ferrari – è stato necessario schierare tutto lo staff, sette otto persone e i bomboloni non bastavano mai... Siamo qui dal 1969 – aggiunge – Quest’anno gran festa per i primi cinquant’anni. La pasticceria nasce da un’idea di Delfo Bianchi, mio nonno, da sempre “cuore” del panificio di Salivoli sin dal dopo guerra». Nel 1985 il panificio è rimasto al figlio Claudio. «In pasticceria il mio babbo Roberto Ferrari insieme a mamma Donatella. Le torte... qualcosa che mi è sempre piaciuto fare, ma invece niente... Dopo il liceo – ricorda Alessandra – ho provato con giurisprudenza, ma no: mi piace realizzare dolci per gli eventi, mi piace celebrare; eccoci qua!». Arriva una signora col disegno-progetto di una torta multi strato, Alessandra si illumina. Dove c’è creatività c’è lei. Si può immaginare già persino il profumo...
A poca distanza la farmacia Viti, qui da fine anni Settanta dopo qualche “trasloco” da via Rosai al primo tratto di lungomare Marconi. Marco Viti ha preso il testimone dalla mamma Maria Flora Baldassarri: «Mamma arrivava da Monteverdi – ricorda il farmacista – ma grazie anche al mio babbo Carlo il legame col territorio è stato immediato». Questa voglia di restare e continuare che Viti dimostra persino come presidente dell’attivissimo Centro commerciale naturale Salivoli (tipo i già nominati giovedì di sera e molto altro). «Il quartiere – sottolinea Viti – ha davvero molto da offrire anche ai più giovani».
Stesso lato strada, si arriva a Romeo Formaggi. «La storia della nostra famiglia ha inizio in Emilia Romagna, a Busseto, nel Parmense – racconta Gian Maria Menta in negozio col fratello Gionata e la mamma Gabriella – . I Menta lavorano in un’azienda agricola condotta dal padre. Ma la voglia di realizzare una propria attività induce nel 1968 il mio babbo Romeo e mamma Gabriella a trasferirsi a Pisa nello spaccio per la vendita del Parmigiano Reggiano, poi a Tivoli e infine a Salivoli nel 1988. Ci presero per matti invece l’idea venne proprio di pari passo all’apertura della Coop, qui vicino, più la banca e altri servizi: movimento di persone e clienti assicurato. Sacrificio, investimenti ma funziona – conferma – anche i tanti fondi vuoti potrebbero offrire molte opportunità. Cambiano generazioni e abitudini, i tortelli in casa li fanno sempre meno persone, basta aggiornarsi... necessario provare! E d’estate qui tutto cambia volto, anche tanti clienti...».
Follia, ma soprattutto passione accomuna chi sceglie Salivoli per lavorare riuscendo nell’impossibile: ecco Morphé che assicura nuova vita agli stessi spazi prima della discoteca Joy’s poi del Bingo. Alla partenza con Stefano Stacchini nel 2005 ci sono Simone Stacchini, Renza Fioretti, Alessandro Baldassarri, Marco Del Pia e Fabio Ferrari. «Babbo in Magona... sono arrivato qui da Grosseto che avevo un anno – spiega Stacchini – Morphé, nel 2020 sono già 15 anni... L’inizio? Nessuna pazzia di gioventù, ma voglia di provare». Stefano laurea in economia, insegnate storico del Coni; spirito manageriale e tecnica, Morphè è pure Venturina e Sesto Fiorentino in franchising. A Salivoli lavorano 15 persone. «Tanti soci attivi – conferma Stefano – bel mix di competenze». Dalla manicure, alle terapie alla ginnastica. Vista la gran quantità di signore e signori che tra zumba e palestra della mattina si danno il cambio nel pomeriggio con giovani delle più diverse età è un gran bel vedere. Discarica e ciminiere, come se non ci fossero. Piombino di qua da Salivoli è proprio bello e piace. —
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