Sicurezza
«La Regione dice delle cose ma l’Asl fa altro»
PIOMBINO. Nessun respiro di sollievo. «Non c’è alcun motivo per tirarlo», dicono le attiviste di Lasciateci nascere a Piombino. Leggono la delibera della giunta regionale che mette sul tavolo risorse per 1,5 miliardi di euro per investimenti nel triennio 2019-2021. Nell’elenco trovano la conferma della messa a norma del punto nascita adeguando la struttura con una sala operatoria contigua. Ma sottolineano che «ad oggi si tratta di promesse. La Regione dice cose mentre l’Azienda sanitaria fa altro».
Un esempio? A detta di Lasciateci nascere è il corso di formazione di 6 ore che medici e infermieri del Pronto soccorso, del 118 e della Centrale operativa di Livorno «sono obbligati a frequentare per essere in grado di fronteggiare un evento parto e possibili patologie conseguenti della donna e del nascituro. Medici che non hanno competenze ostetriche e ginecologiche». Personale sanitario che «suo malgrado è coinvolto in un ridicolo e pericoloso progetto di scarico delle responsabilità. Al primo posto ci sono le nostre donne in gravidanza, che saliranno su ambulanze e percorreranno distanze considerevoli senza la sicurezza che solo un ginecologo e un’ostetrica possono garantire». Dal 22 giugno, infatti, non si entra più in sala parto a Villamarina. L’attività è concentrata all’ospedale di Cecina.
Non convincono neppure i toni di soddisfazione per le attività consultoriali. «Si tratta delle prestazioni che un consultorio è tenuto a dare – sottolineano –. Non c’è proprio niente di nuovo ne niente di cui andare fieri, tenuto conto che i nostri ginecologi non si occupano più dell’evento parto ci pare il minimo che siano impegnati nelle attività rimanenti, quindi, quelle consultoriali e ambulatoriali». C’è un dato da cui partire. «Il depotenziamento delle attività consultoriali che abbiamo riscontrato negli ultimi anni, non solo a Piombino ma in tutta la Val di Cornia, hanno inevitabilmente causato un calo di pazienti ginecologiche e ostetriche. E quindi, un conseguente calo delle nascite e dei ricoveri ginecologici». —
M.M.
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