Sicurezza
L’archivio dell’Eve sarà trasferito al De Laugier
L’ente di promozione turistica a Portoferraio La giunta salva il patrimonio informativo
cultura
L’archivio dell'ente per la valorizzazione dell'Elba (Eve) sarà trasferito dagli attuali locali della Provincia in un ambiente idoneo del centro culturale De Laugier. Lo ha deciso la giunta Zini, accogliendo di fatto la richiesta formulata dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana, visto e considerato che dopo la chiusura dell'Apt (2011), l'archivio era stato pressoché abbandonato nei locali della Provincia. A conti fatti il Comune rappresenta l'ente al quale l'archivio appartiene a norma di legge, per cui si era reso necessario il trasferimento d'urgenza in locali idonei, nell'attesa di realizzare un progetto di sistemazione definitiva e allo stesso tempo di valorizzazione del patrimonio appartenuto all'ente disciolto.
Intanto si è partiti con una sistemazione temporanea e provvisoria, mentre al contempo si sta provvedendo a dare incarico per redigere un primo elenco del fondo documentaristico di un’istituzione che ha scritto la storia recente dell’Elba. Come si sa infatti l’Eve fu istituito con una legge specifica del 23 febbraio 1952 per la durata di trent'anni al fine di «provvedere – come si legge nello statuto – alla valorizzazione delle risorse naturali dell'Isola e al miglioramento dell'attrezzatura ricettiva elbana». Come prima sede fu nei locali di piazza della Repubblica in centro storico di Portoferraio. Grazie a lui e a quel periodo congetturale favorevole l’Eve. Allestì le prime campagne promozionali al fine di promuovere il turismo. Fu la grande svolta per l'Isola. Da Elba metallurgica l’Isola passò a Elba turistica. E il motore di questa trasformazione fu proprio l'Eve, che fornì assistenza e finanziamenti agli operatori per la realizzazione di nuovi impianti, grazie ai fondi messi a disposizione della Cassa per il Mezzogiorno dove fu inserita anche la maggiore isola della Toscana. Appaltò numerose opere infrastrutturali quali nuove strade di collegamento. Agli albori degli anni Cinquanta gli alberghi erano solo 7 di 80 camere e 153 posti letto (Ape Elbana, Villa Ottone, pensione Taddei a Portoferraio, Miramare a Campo, La Pace a Marciana Marina, albergo Chiesa a Rio Marina e il prestigioso Fonte Napoleone a Poggio).
«I risultati dell'impegno comune tra interventi pubblici e iniziative private – scrive sullo Scoglio Umberto Gentini, direttore dell'Apt, ente che subentrò all'Eve – furono evidenti fin dal 1055. Gli alberghi salirono a 25. Le corvette della Navigazione Toscana che assicuravano i collegamenti marittimi con Piombino e Livorno sbarcarono al molo Elba cinque mila e 538 macchine. Nello stesso anno gli albergatori denunciarono 58.809 presenze per un volume di affari pari a 110milioni di lire, quando il prezzo medio di pensione era di mille e 900 lire a persona».
Ma il fiore all’occhiello dell’Eve era e resta il premio letterario internazionale “Raffaello Brignetti”. «Partì fin da subito con il piede giusto – ricorda Alberto Fratti, dipendente dell’Eve per 36 anni – e s’impose all’attenzione nazionale per il livello di partecipanti e dei premiati. Non può che rendermi felice – conclude – il recupero e la conservazione dell’archivio storico». —
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