Il Tirreno

l’iniziativa 

Subito sessanta iscritti agli “Amici di Vittorio”

Cecilia Cecchi
Subito sessanta iscritti agli “Amici di Vittorio”

Due stand e molta gente alla presentazione dell’associazione ieri in piazza Costituzione Obiettivo tenere pulita la città tutti insieme: «Non basta denunciare, bisogna fare»

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«Siamo lieti di presentare l’associazione “Amici di Vittorio” nata con lo scopo di tradurre le parole in fatti... anche promuovendo da subito momenti d’incontro nei posti di città dove c’è bisogno di una “ripulita”...». Sorride il presidente della neonata associazione, Roberto Fabbri, babbo di Vittorio, 20anni, che fin da piccolissimo si è sempre dedicato alla pulizia dell’ambiente a lui più vicino.

In piazza tra mamme con bambini nei passeggini, i cittadini arrivati per capire come dare una mano. Due gli stand davanti all’anfiteatro di piazza della Costituzione e prime tessere consegnate (una ad Adriano Bruschi, Legambiente). Alla fine saranno sessanta.

C’è il sindaco Francesco Ferrari insieme agli assessori Sabrina Nigro (lavoro, attività produttive, commercio) e Simona Cresci (istruzione, associazionismo, sport), Mariacristina Biagini per La casa di Margot, Federico Mugnai dell’Associazione spettacolo Piombino, Simone Anastasia, Pro Loco.

«Spesso ci si aspetta che azioni o soluzioni siano portate avanti da altri. Noi vogliamo seguire – prosegue Roberto Fabbri – l’esempio di un ragazzo che da anni si impegna a favore di tutta la comunità dimostrando profondi valori e una rara e nobile attenzione nei confronti della città». Basta “denunciare” e aspettare che altri facciano. «L’esempio di Vittorio – spiega Roberto – ci insegna che il cambiamento è possibile se siamo noi i primi a voler cambiare qualcosa. L’amore per l’ambiente, il rispetto della natura e dei luoghi che ci circondano di cui noi usufruiamo sono i valori che alimentano l’azione di Vittorio e la nostra come associazione. Non dobbiamo scordare che questi luoghi appartengono a noi ma saranno ereditati: pensiamo di non dovere niente a nessuno ma sbagliamo. Basterebbe così poco – sottolinea – dare l’esempio, seguire il buon senso nella quotidianità, abbandonare la vergogna di compiere un piccolo gesto considerato a torto degradante come raccogliere un rifiuto abbandonato da altri. Vittorio fa così, fa la cosa giusta, non preoccupandosi di cosa potrebbe pensare chi guarda. Quei rifiuti vanno tolti perché quello non è il loro posto e lo fa. Da oggi può contare su amici che seguiranno l’esempio e aiuteranno a riciclare». Ecco “la missione del fare”, perché è proprio “fare” la parola chiave di Vittorio e dell’associazione a lui legata.

«Con un piccolo gesto possiamo fare la differenza – dice babbo Roberto – L’impegno è fissare appuntamenti nei parchi e nelle zone della città che hanno bisogno di una “ripulita”... non siamo spazzini ma cittadini stanchi di vedere altri che se ne fregano: la soluzione siamo tutti noi insieme. Possiamo fare la differenza». Microfono a Vittorio contento, emozionato «grazie, grazie – dice – se volete aiutarmi, possiamo fare molto!».

Poi il sindaco. «Grazie a Roberto e Cristina, i genitori, – afferma Ferrari – Vittorio è così. E oggi nasce un’associazione che potrà dare energia a questa volontà di pulire la città. Con lo scopo ancora più ambizioso di sensibilizzazione per la differenziata contro gli abbandoni. Quando nasce un’associazione è sempre una festa, importante che resti senza contaminazioni politiche, libera, per guardare a collaborazioni con altri gruppi. Anzi mi auguro possa fare da catalizzatore per il recupero degli spazi pubblici per tutti. Ditemi dove, voglio fare qualcosa anch’io». –

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