Gioco
«Rimpasto pasticciato, irrazionale dissociare la Sanità dal Sociale»
Il capogruppo del Prc si dice meravigliato per la decisione di ridurre le deleghe attribuite al vicesindaco Parodi
PIOMBINO. «Per primi, appena composta la giunta, sollevammo delle perplessità per il conflitto d’interessi che coinvolgeva l’ormai ex assessore Veronica Piacentini all’ambiente. Dopo quattro mesi i fatti ci hanno dato ragione».
È questo il commento di Fabrizio Callaioli, capogruppo di Rifondazione comunista, che rileva come «lo stesso sindaco, sulla stampa, pur insistendo sull’inesistenza di conflitti di interesse, ammette che “il suo operato rischiava di essere sistematicamente messo in dubbio per via dei suoi trascorsi professionali”. Ma: se sei convinto dell’inesistenza di qualsiasi incompatibilità, non cambi strada per il timore di veder sollevata la questione. Anche perché, fino ad ora non è che avessimo assistito alla realizzazione di chissà quali politiche, e corrispondentemente non è che ci fosse stato chissà quale scontro. Quindi, quello che è stato elaborato ora, poteva essere capito bene anche prima».
Per Callaioli «quel che fa riflettere, è la coincidenza dell’ingresso in giunta di Carla Bezzini proprio quando la stagione politica si preannuncia più calda. Che dire infatti dell’imminente scadenza del termine per presentare una variante al regolamento urbanistico, e con quella effettuare la tanto promessa modifica di destinazione d’uso della discarica LI53, funzionale a ostacolare l’ampliamento della discarica di Rimateria. Se l’amministrazione non riuscisse ad approvare lo strumento urbanistico nei termini di legge – dice il capogruppo del Prc – la destinazione d’uso della discarica non varierebbe e sfumerebbero tutti i propositi della battaglia ambientale promessa dal sindaco in campagna elettorale. La patata allora sì, che si farebbe bollente: proprio ora che viene nominata Bezzini».
Callaioli però non si limita a questa riflessione, riscontrando anche «una certa confusione in tutto il rimpasto di giunta. Non pare razionale dissociare le deleghe per sanità e sociale. Il Sociale è stato affidato a Bezzini e la Sanità è stata lasciata a Gianluigi Palombi, che ha assunto anche l’Urbanistica. Oltretutto, come dicemmo a giugno, anche Palombi è suscettibile di censure allorché si tratta di sanità e di ospedale. In un modo o nell’altro è dipendente dell’Asl e la sua difesa, per esempio, dell’ospedale unico con Cecina, non può non sollevare dei sospetti. Insomma, il rimpasto si palesa come un’occasione perduta per evitare, anche nel caso di Palombi, polemiche su eventuali conflitti di interesse».
Per il capogruppo del Prc inoltre «non può non suscitare una certa meraviglia la riduzione di deleghe che ha colpito il vicesindaco. Giuliano Parodi ha perso le Attività produttive e il Commercio, ma ha conservato Cultura, Beni culturali, Turismo e Affari generali e ha acquisito le Infrastrutture. Sinceramente, oltre alla riduzione, registriamo anche una certa disomogeneità fra le deleghe. Non ricordiamo un assessore alla cultura che si occupasse anche di infrastrutture, che invece sono sempre state insieme all’Urbanistica, o al limite ai Lavori pubblici. Se si ricorda la sopra commentata stridente divisione fra sociale e sanità, ne emerge davvero un quadro pasticciato». —
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