La manifestazione
Pale eoliche e falchi a rischio Wwf ne propone il recupero
Grazie alla collaborazione del manager Tisot (Web Italia) e dei tecnici Geotech srl visita all’impianto dei volontari per discutere dei volatili che potrebbero ferirsi
Da sempre rotta di uccelli migratori. E le prime due pale, (lato Perelli) sono in mezzo, confermandosi un pericolo non solo per i falchi dell’Oasi Wwf, in linea d’aria praticamente lì sotto. Dunque la richiesta di poter controllare quel che succede nell’impianto, soprattutto per recuperare animali feriti.
Primo contatto “sul campo” con visita alla struttura (a una settimana dall’inaugurazione ufficiale), cominciando proprio dalla prima pala. C’è Andrea Tisot, country manager di Web Italia Energie Rinnovabili (gruppo austriaco Web Windenergie Ag, proprietaria del parco) con i tecnici Geotech srl (Roberto Falcinella, Simonetta Cutini, Guglielmo Londi) addetti al controllo. Insieme a Silvia Ghignoli responsabile Wwf riserva regionale Padule Orti Bottagone, l’ornitologo Stefano Benucci, Giovanni Bottausci e Michele Bacci per il recupero fauna selvatica Wwf. Pale alla massima potenza, si sente solo la voce del vento. «Ho ben stampata nella memoria – ricorda Ghignoli – la lotta del giovane falco che si sottrae per un pelo dalla traiettoria delle pale...».
Pale piazzate più indietro rispetto al retro duna secondo indicazioni della Regione. Da un primo controllo a ridosso del canneto tracce di cinghiali, volpi e tassi («magari si rifugiano qui durante le cacciate...» sorride Ghignoni). Necessari circa 45 minuti per coprire la distanza tra le sei pale, fino all’ultima che confina coi cumuli di loppa d’altoforno a perdita d’occhio. La richiesta di controllo diretto da parte del Wwf resa impossibile dalle normative di sicurezza, ma sul fronte del recupero di possibili animali feriti si tratta. Tisot parla dell’impianto eolico Foce di Cornia come di un’altra persona di famiglia «fonti rinnovabili – dice – futuro per l’ambiente e per i nostri figli, faccio questo lavoro da sempre con questo pensiero».
Ad oggi trovato morto solo un pipistrello. «Stiamo facendo monitoraggio ambientale seguendo le richieste della Regione – spiega Falcinella – il primo report relativo all’attivazione dell’impianto sarà pronto entro ottobre e trasmesso alla Regione; alla Regione possono essere inviate richieste di correttivi . L’attività di controllo vera e propria comincia adesso sia di giorno che di notte». Un’occhiata al recinto sul perimetro, anche lungo i canali. Con dubbi espressi dal Wwf sulla validità contro i predatori, sulla possibile valutazione effettiva delle “perdite” e su “migliorìe” da fare. «Rumore mai stato un problema – conferma Ghignoli – tecnologia diversa, c’è ne fossero.. purtroppo qui sono più problematiche queste prime due pale. Ma fa piacere la disponibilità di Web Italia, peccato siano del tutto disattesi gli accordi fatti con la precedente società “Fera”: anche se non il controllo diretto ci vorrebbe almeno una recinzione intorno alle pale in modo tale che l’uccello colpito possa essere soccorso. Così? Solo statistiche non studi scientifici. Speriamo di poter collaborare per il recupero: purtroppo senza numero di telefono da chiamare, ma una mail per un referente. Augurandoci, se necessario, di poter agire rapidamente». «Per una questione professionalità bisogna attendere i report trasmessi alla Regione, totalmente trasparenti; solo dopo le valutazioni» ricorda Tisot. Strette di mano al cancello. Primi passi verso una possibile collaborazione. Perchè, anche per l’ambiente, insieme si può fare molto e soprattutto meglio. —
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