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Le eterne frane sulla strada 329 L’ex sindaco: «I ritardi della Provincia che ha rifiutato i nostri 900mila euro»
Monteverdi. «È una vergogna!». S’infuria Carlo Giannoni quando legge sul Tirreno che l’eliminazione delle frane sulla provinciale 329 andrà per le lunghe, forse in primavera, ben oltre le previsioni dell’ultimo cronoprogramma agli atti del Comune. La sua, al momento, è una protesta isolata, ma sanguigna com’è nel suo carattere, e soprattutto libera da vincoli istituzionali.
«Quando oltre un anno fa – dice l’ex sindaco di Monteverdi – ci siamo riuniti a Firenze per definire modi e tempi dell’intervento, oltre al sottoscritto, c’erano i tecnici della Provincia di Pisa e il rappresentante della Regione. Ho messo sul tavolo i 900mila euro che servivano per i lavori, soldi che Monteverdi aveva raccolto per finanziare quell’intervento, ben consapevole che la Provincia non aveva la disponibilità necessaria. Sono soldi del fondo dei Comuni geotermici, ma non è un regalo, abbiamo prelevato in gran parte quello che ci spetta fino al 2024 delle royalties Enel per la mitigazione ambientale nei territori delle centrali. Dunque un bel sacrificio, ma lo abbiamo fatto perché la 329 per Monteverdi è una via di comunicazione strategica: non si può andare avanti per anni con le frane che ci fanno correre il rischio dell’isolamento se si mette a piovere di brutto».
Avendo messo a disposizione i soldi per l’intervento, Monteverdi riteneva di aver risolto ogni problema. Ma non è andata così. Che cosa è successo? «In quella riunione – prosegue Giannoni – abbiamo offerto la progettazione dell’intervento e la sua esecuzione, tutto a carico di Monteverdi utilizzando i 900mila euro. La Provincia avrebbe dovuto approvare il progetto e assumere la direzione lavori: un ruolo di garanzia per tutti, cittadini e istituzioni. E invece non hanno gradito la nostra proposta: la 329 è nostra e la gestiamo noi! Così ci hanno risposto, da non crederci. È stato allora – ricorda l’ex sindaco – che mi sono arrabbiato, ho anche battuto un pugno sul tavolo…poi mi sono scusato. Ma la sostanza, e glielo ho detto in faccia, è che la Provincia non ha più struttura e organizzazione per rispondere tempestivamente alle esigenze dei Comuni, l’esecuzione di lavori urgenti si trascina per anni. Proprio l’1 ottobre ho saputo di un caso analogo a Pomarance: ci sono voluti cinque anni per spendere in riparazioni stradali due milioni messi a disposizione dal Comune». Che conclude: «A Monteverdi abbiamo realizzato una scuola nuova dalle fondamenta in un anno e mezzo…ci avessero affidato i lavori adesso le frane sulla 329 non ci sarebbero più. E invece…». —
Giorgio Piglia
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