Toscana
Irene Mezzacapo tra i big al convegno di Ravenna
La cantante e insegnante piombinese invitata a tenere una lezione sulla relazione tra i neuroni specchio e il canto moderno nella disabilità
PIOMBINO. Dal 10 al 13 ottobre a Ravenna si terrà la dodicesima edizione del corso internazionale La voce artistica. Fra gli addetti ai lavori, viene semplicemente chiamato il “convegno”. Ideato dal foniatra delle star, Franco Fussi, viene organizzato ogni due anni, si partecipa su iscrizione, per un totale di circa 1.500 persone ogni giorno, per un pubblico composto per lo più da foniatri, logopedisti, artistici, cantanti e insegnanti di canto.
Fra i tanti docenti di fama nazionale e internazionale, ce ne sarà uno che arriva da Piombino: Irene Mezzacapo, insegnante di canto e direttore didattico della scuola Crossroad Music Lab. Irene Mezzacapo, in passato voce della storica band Afo4, adesso impegnata nel gruppo “A modo mio – omaggio a Lucio Dalla”, insieme al fratello Marco e ad altri musicisti toscani. L’appuntamento per la piombinese è sabato 12 ottobre, alle 18.30, con il tema “Evoluzione della didattica del canto moderno nel rapporto con l’allievo affetto da tetraparesi”. Nello stesso giorno, un paio di ore più tardi, si terrà l’evento speciale per i 20 anni del convegno con Guccini, Elisa e Nek. Mentre fra gli ospiti internazionali si parla addirittura di Bjork, Peter Gabriel e Sting, in scena domenica sera per il gran gala finale.
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«E io ci sarò – dice Irene – Resto sicuramente anche la domenica e speriamo. Sting lo amo da tempo immemore. Se me lo ritrovo accanto, mi ci appiccico che mi dovranno portare via di forza».
Irene, come è arrivato l’invito per Ravenna?
«Ci sono sempre andata da studentessa. Ogni due anni, in pellegrinaggio, ad ascoltare a bocca aperta queste persone al teatro Alighieri. Che è successo? Beh, dopo tutti questi anni, presente come allieva, sognando di esserci come relatrice, è accaduto. L’anno scorso presentai un progetto e adesso mi hanno chiamata. Sarò relatrice. Avrò il mio spazio, e parlerò di un argomento di ricerca che ho portato avanti, legato a un allievo che seguo. Si chiama Alessio. Alex Sodini, che verrà con me a Ravenna».
Di che progetto si tratta?
«In due parole ho scoperto per prima la relazione che c’è fra i neuroni specchio e il canto moderno, nella disabilità. Questo per me era logico, ma è venuto fuori che non ci aveva ancora pensato nessuno. Ho studiato, e studio, in Spagna un metodo molto bello, che si chiama Proel, e mi si sono attivate un po’ di idee nella ricerca nel campo della vocalità, che non fosse limitata al cantante quello figo, bravo, già perfetto – e ne ho avuti – ai quali non devi dire più di tanto, che altrimenti rischi pure di far danno. Ecco, un metodo efficace per qualcuno con difficoltà oggettive, non relative al gusto. Alessio tutti gli esercizi in movimento, che fanno i cantanti e che servono ad esprimersi a un altro livello, non può compierli. Allora gli ho messo di fronte un’altra persona a fare esercizi specifici mentre lui cantava, e ho creato l’immedesimarsi nello specchio ed è venuto fuori, tramite registrazione e fonetogramma, che c’è un netto miglioramento nella sua vocalità. Ecco, questa è la scoperta per la quale mi hanno chiamato a Ravenna. E per dimostrarla, canterà anche Alessio. E infatti gli ho detto che se sbaglia qualcosa lo distruggo (ride, ndc)».
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Soddisfatta?
«Certamente. Al di là della mia scoperta, comunque, la cosa importante è il fatto di esserci. Facendo un parallelo con il cinema, partecipare al convegno di Ravenna è come il premio Oscar per gli insegnanti di canti. Se sei lì vieni considerata in un certo modo».
Fa curriculum?
«Caspita! Ripeto. Lì per lì, quando ho ricevuto l’invito, ho pensato a un errore. E invece no. E ne ho avuto la certezza quando ho letto il programma».
Quanto è importante la ricerca nel canto?
«È gran parte del mio lavoro. Adesso insegno ai professionisti, e da quest’anno faccio un corso di formazione per gli insegnanti, proprio per queste nuove tecniche che ho imparato dal 2016 a oggi in Spagna. La ricerca per me è fondamentale. Poi tutto dipende da come una persona intende il canto. Se ti interessa il concorsino dell’allievo che si fa pubblicità, oppure ci tieni a viverlo in maniera tua, personale».
Buon viaggio a Ravenna, allora.
«Grazie! Sono molto felice e anche per Alessio sarà una grande opportunità. Studia con me da una decina di anni, da due stiamo lavorando con questa tecnica particolare. Ne ha tratto beneficio. Prima si stancava, perdeva la voce, ora canta più a lungo. Insomma, è una bella soddisfazione, e riuscirci con tecniche di canto non ortodosse e anticonvenzionali è ancora più ganzo. Ripeto, sono molto contenta di partecipare al convegno. La speranza adesso è che non sia l’ultima volta. Sono entrata nel giro e ora devo trovare il modo di rimanerci». —
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