La protesta
Archivio acciaierie: pulizia e poi “sfoglio”
1.400 metri lineari di documentazione ora nei locali ex Volpi L’assessore alla Cultura Parodi: «Patrimonio da riscoprire»
PIOMBINO. La vita di una comunità e di un territorio, ma anche la storia di un settore fondamentale dell’economia italiana e della società del’900. L’archivio delle acciaierie di Piombino, recuperato nei mesi scorsi dal Comune attraverso il proprio archivio storico in collaborazione con l’azienda Aferpi ora Jsw Steel Italy, e attualmente conservato presso i locali ex Volpi in viale Unità d’Italia, verrà presto sottoposto a un lavoro di studio e di valorizzazione finalizzato alla creazione di una guida del fondo che ne consenta la consultazione e l’accessibilità.
Probabilmente entro la metà di ottobre, partiranno le operazioni preliminari di spolveratura specialistica delle carte, circa 1. 400 metri lineari di documentazione, affidata dall’amministrazione tramite gara alla ditta Sima-Tec di Firenze per 11. 968 euro. I documenti risultano coperti dalle polveri che si sono accumulate negli anni per le lavorazioni industriali e devono essere sottoposte a un trattamento specialistico. «Questo archivio rappresenta un patrimonio di idee, di esperienze, di fatti, di storie che arricchisce il valore aggiunto della città e del territorio – dice il vicesindaco e assessore alla cultura Giuliano Parodi –. Dopo il recupero, nella primavera di quest’anno, entriamo nella fase di valorizzazione vera e propria, che vede la collaborazione di enti diversi, (Soprintendenza Archivistica, Regione e Comuni) per un percorso culturale di spessore, nel quale le istituzioni fanno propria la percezione del valore delle carte che testimoniano la storia dei territori. Ovviare a questo impegno significherebbe non solo cancellare la memoria dell’impresa, ma anche quella del contesto sociale e culturale ad essa inevitabilmente collegato».
Il fondo documentario copre un arco cronologico che va dai primi decenni del’900 alla fine del secolo scorso e testimoniano le varie fasi attraversate dallo stabilimento siderurgico: dall’Ilva altiforni e acciaierie d’Italia all’Italsider, dalle Acciaierie di Piombino Spa alla Deltasider, poi Nuova Deltasider, dalle Acciaierie e Ferriere di Piombino fino alla Lucchini Siderurgica, poi Lucchini Spa. La documentazione comprende materiale relativo allo sviluppo, sia industriale che territoriale, delle Acciaierie, all’amministrazione e contabilità dello stabilimento, ai processi produttivi, al patrimonio immobiliare gestito dall’azienda, al rapporto con i fornitori e le ditte esterne, all’attività di comunicazione e promozione aziendale, realizzata con notiziari mensili di informazione, e alla gestione del personale. Quest’ultima, decisamente la parte più consistente, include documentazione relativa ai più svariati aspetti della dimensione lavorativa: assunzioni, trasferimenti, formazione, cure sanitarie, dopolavoro, infortuni sul lavoro, licenziamenti. Con l’accordo di valorizzazione del patrimonio archivistico siglato nel marzo scorso tra Soprintendenza archivistica e Regione, una parte cospicua dei fondi stanziati per il triennio 2019-2021 saranno pertanto destinati al progetto di studio e inventariazione dell’archivio delle Acciaierie. Il progetto, coordinato da Follonica come Comune capofila, include anche la valorizzazione di altri archivi legati alla storia mineraria e siderurgica della Toscana, come gli Archivi Minerari Montecatini – Montedison – Solmine conservati presso il Centro di Documentazione di Niccioleta (Massa Marittima); l’archivio storico delle miniere dell’Elba di Rio Marina e gli archivi minerari del Monte Amiata. –
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