Il Tirreno

solidarietà 

Madre e figlia chiedono un aiuto, i soldi donati da un nostro lettore

di Manolo Morandini
Madre e figlia chiedono un aiuto, i soldi donati da un nostro lettore

Il benefattore ha scelto di restare anonimo: mille euro per la caparra della casa e i libri per la scuola

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Si è fermato più volte a rileggere quelle parole. “Madre e figlia, l’ostacolo della caparra per una casa”. Il Tirreno dà voce alla situazione di precarietà in cui è precipitata una donna, una quarantenne piombinese, con sua figlia di 11 anni. Non la conosce. Eppure, quest’uomo riesce a farsi prossimo. «Quei soldi io posso farli avere alla signora, ma chiedo di rimanere assolutamente nell’anonimato. È un aiuto che mi costa solo un sacrificio personale». E così è stato. Una manciata di ore e si presenta in redazione con una busta. Dentro ci sono 1.000 euro in contanti. Il tutto è già nelle mani della donna. «Un angelo inviato dal cielo per darci una mano – dice la signora –. È un gesto meraviglioso».

Non ci sono i nomi in questa storia. Quel che conta è il gesto: gentile e straordinario. Capace di ridare speranza a una mamma e sua figlia. E così rapido da sottolineare i tempi lunghi di chi una mano dovrebbe tenderla per dovere: i servizi sociali e il Comune di Piombino. «Se non fosse per questo signore, che ringrazio con tutto il cuore, avremmo finito per ritrovarci in mezzo a una strada – dice la donna –. Ci sta ospitando un’amica ma non posso approfittare a lungo. Sono quasi due mesi che sto chiedendo un aiuto all’assistente sociale, ma si sta negando e non risponde neppure ai messaggi che le lascio. Neppure i soldi per ritirare i libri di scuola per mia figlia, che mi aveva assicurato, mi sta dando». E qui c’è la misura di un meccanismo inceppato. Ad anno scolastico iniziato la ragazzina ha finito per essere rimasta l’unica in classe senza libri. I tempi dei servizi sociali, che avranno mille e più ragioni da spendere a loro difesa, si scontrano con la realtà. Quella in cui il tempo corre e i bisogni non aspettano.

Non basta l’immagine descritta dal cantautore Claudio Baglioni. A far vedere alla signora il “gancio in mezzo al cielo”, per rifarsi alla canzone Strada facendo. Per riaccendere la luce della speranza è servito che vi fosse appesa una busta con mille euro. Quanto basta per saldare il conto e ritirare i libri di scuola della figlia e per mettere insieme la caparra richiesta per una nuova casa in affitto. Sì, questa donna ha sempre cercato di cavarsela da sola. Ma quando si è vista chiedere un aumento dell’affitto per il monolocale in cui viveva con la figlia le risorse economiche limitate a disposizione non le hanno lasciato scelta. Poteva finire in mezzo alla strada. E invece un’amica le ha subito aperto la porta di casa. «Ho trovato un piccolo appartamento in affitto – dice – ma serviva la caparra e non avevo modo di farvi fronte. Così mi sono rivolta all’assistente sociale e in Comune per chiedere un aiuto».

L’orgoglio e la vergogna li ha messi da parte. Da mamma single e con lavoro precario ha capito da un pezzo che non è razionale e neppure realistico non voler chiedere aiuto. Perché dopo essersi sfiancate arriva un momento di consapevolezza: chiedere aiuto è normale. È un diritto.

Quei mille euro sono come un abbraccio, gratuito. L’uomo chiama in redazione e chiede informazioni. Si presenta. Dà la sua disponibilità a dare una mano concreta. «Appena apre la banca vado a fare il prelievo così posso darveli in contanti che è sicuramente più comodo per la signora. A farle avere la busta sarete voi», dice. E così ha fatto. «Le dica di non preoccuparsi di altro che di risolvere i suoi problemi, non voglio alcun ringraziamento e chiedo di restare anonimo». Quando la donna stringe la mano sulla busta lo sguardo è bagnato. «È una bellissima sensazione, non sentirsi sole – dice – e sapere che qualcuno disposto a tendere una mano nel momento del bisogno c’è sempre». —


 

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